Niente accordo sulla vertenza Natuzzi con l’azienda che resta ferma nella sua intenzione di chiudere tre stabilimenti e spostare le produzioni in Romania.
Lo afferma la Fillea Cgil Puglia a conclusione dell’incontro che si è svolto al ministero delle Imprese e del Made in Italy, terminato in piena notte.
«È fallito il tentativo del Governo di arrivare a un protocollo condiviso tra istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali», spiega il sindacato, sottolineando che «si tratta di un esito grave, che conferma l’assenza di una reale disponibilità aziendale a individuare soluzioni alternative capaci di difendere l’occupazione, l’industria del territorio e la prospettiva del gruppo».
Il segretario generale della Fillea Cgil Puglia, Ignazio Savino, spiega che «nonostante una intensa giornata di trattative al ministero, finalizzata a costruire un accordo tra istituzioni, azienda e sindacati, non si è riusciti ad arrivare a un’intesa perché Natuzzi non ha inteso ricercare soluzioni alternative». Per il sindacalista restano «inaccettabili tutte le ipotesi che prevedono la chiusura di stabilimenti, la riduzione dei livelli produttivi e lo spostamento all’estero delle produzioni. La salvaguardia del gruppo Natuzzi non può passare dallo smantellamento della presenza industriale nel territorio e dal sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori».
La Fillea Cgil Puglia ribadisce che «serve un vero piano industriale, con impegni chiari su investimenti, volumi produttivi, occupazione e futuro degli stabilimenti».
Savino annuncia che «di fronte alla conferma di scelte che riteniamo sbagliate e inaccettabili, siamo pronti a riattivare le mobilitazioni a tutti i livelli. La vertenza Natuzzi – conclude il sindacalista – riguarda il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori, ma anche la tenuta di un intero distretto produttivo che non può essere impoverito da nuove chiusure e delocalizzazioni».
