S’intitola: “Ragù” il nuovo progetto dell’attore, cabarettista e regista teatrale tranese Marco Colonna (nel riquadro). Il nome dello spettacolo accoglie come una buona ricetta tutta italiana, un mix di comicità ed allegria, un format nato per ricominciare a vivere in presenza la bellezza del teatro con un tocco di spensieratezza, segno di una ripresa tanto attesa che vorrebbe partire proprio dal palco, e magari con una sana risata. Sul palco del “Vivero” di Bisceglie con Colonna, tanti grandi nomi della comicità pugliese, uno show accurato e divertente, che spazia dal cabaret alla musica, fatto di improvvisazioni, imitazioni ed impreziosito da quel valore aggiunto che è la passione per l’arte.
Marco come nasce: «Ragù»? E chi sono i tuoi colleghi?
«Ragù nasce dall’esigenza di dare vita ad un progetto comico genuino e semplice, proprio come il buon ragù della nonna. Stanco del solito schema del cabaret e delle nuove mode, Ragù è un ritorno alla semplicità, a quell’intrattenimento da varietà, infatti Ragù non è solo Cabaret ma anche musica, poesia, teatro. La caratteristica più rivoluzionaria è la semplicità che ne fa da padrona, amici comici che cenano su un palco, che dialogano con il pubblico abbattendo la quarta parete, non più un rapporto spettatore artista ma amicizia, convivialità, complicità, vicinanza, ciò che ci è mancato negli ultimi due anni. I miei colleghi sono gli amici di sempre da quando faccio cabaret, un gruppo ormai coeso e complice, altrimenti la magia non avverrebbe mai sul quel palco: Vitantonio Mazzilli, Gianluca Ciardo, Daniele Condotta, Filippo Totaro, Francesco Cofano, Gianbattista Rossi, Daniele Sportelli, Nicola Calia, Antonello Vannucci, Vincenzo Boccuni, Lia Cellamare, Nico Landriscina in arte Ceralacca e tanti altri, si alternano in Ragù con testi e sperimentazioni sempre nuovi e sempre più folli.
«Datemi un palco e mi solleverò l’umore», cosa significa calcare dopo quasi due anni un palco insieme ai tuoi colleghi?
«Si ho scritto questo perché il primo ad aver bisogno di un palco sono io, dopo la mia famiglia, il palco è la mia seconda casa, è la mia felicità, è l’unico posto che non mi fa indossare maschere, al contrario della vita quotidiana. Tornare dopo due anni sul palco vuol dire per noi riprendere a respirare, citando un breve testo di uno spettacolo scritto qualche anno fa direi: Sono una persona, sono vivo, posso respirare, ma se mi togliessero il palco mi mancherebbe l’aria».
Lo spettacolo avrà anche un proseguo nel periodo estivo?
«Stiamo progettando un Ragù in tour ma per ora è solo una bella idea, chissà. Per il momento invito i vostri lettori alle prossime date, il 25 febbraio, 11 marzo, 25 marzo, 8 aprile e 22 aprile, al Vivero di Bisceglie».










