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Turismo lento, la Puglia regina dei “cammini”: la regione è leader per chi sceglie natura e piccoli borghi

Il passo è lento, ma la crescita è rapida. Il sistema dei cammini in Italia rappresenta la nuova frontiera del viaggio. In particolare, nel 2025, la Puglia ha fatto registrare un aumento dell’11,4 per cento rispetto all’anno precedente.

A guidare le preferenze dei viandanti sono il «Cammino Materano», il «Cammino del Salento» (con oltre 15mila visite) e la «Via Francigena» nel Sud (insieme anche ai cammini del Lazio e della Toscana), itinerari che negli ultimi anni hanno trasformato il volto dell’offerta turistica pugliese, intrecciando natura, spiritualità e scoperta dei borghi. I dati emergono dal Report sui «Cammini della Regione Puglia».

Il fenomeno non riguarda soltanto i percorsi più noti. Insieme agli altri itinerari regionali, che vanno dalla «Rotta dei Due Mari» al «Cammino Don Tonino» e dal «Cammino della Pace» al «Cammino di Guglielmo», il sistema dei cammini pugliesi registra una crescita complessiva del 249 per cento negli ultimi quattro anni. Un dato che racconta la progressiva costruzione di una rete sempre più articolata e riconoscibile, capace di attrarre viaggiatori interessati a esperienze autentiche e sostenibili.

Sentieri antichi, spesso nati come vie di pellegrinaggio o rotte commerciali, che tornano a vivere grazie a una nuova sensibilità verso il viaggio lento e sostenibile. A cambiare è anche il profilo di chi parte con lo zaino in spalla. Nel 2025 le donne hanno rappresentato il 56 per cento dei viandanti, con un aumento di quattro punti percentuali rispetto al 2024. Un segnale che conferma come il cammino stia diventando sempre più una modalità di viaggio inclusiva e accessibile, scelta da chi cerca tempo, contatto con la natura e un rapporto più diretto con i territori attraversati.

Secondo il report, cresce anche l’interesse internazionale. Nel 2025 la quota di viandanti stranieri ha raggiunto il 13,4 per cento del totale, trainata soprattutto dalla «Via Francigena» e dal «Cammino Materano». Aumenta inoltre il numero dei Paesi rappresentati: dai 35 registrati nel 2023 si passa ai 42 del 2025. Tra gli stranieri guidano la classifica gli svizzeri, seguiti da francesi, britannici e statunitensi, con presenze significative anche da Spagna e Bulgaria. Il sistema dei cammini si conferma inoltre un prodotto turistico fortemente destagionalizzato. I periodi preferiti dai viandanti restano la primavera, scelta dal 36 per cento dei camminatori, e l’autunno, con il 30,7 per cento delle presenze. Un calendario che contribuisce a distribuire i flussi turistici oltre i mesi estivi, offrendo nuove opportunità economiche ai piccoli centri dell’entroterra.

Tra i protagonisti della crescita dei cammini pugliesi emerge anche una presenza sempre più significativa di giovani viaggiatori. Per molti under 35 il cammino non rappresenta soltanto un’esperienza turistica, ma una forma di viaggio accessibile, sostenibile e ricca di significato. Zaino leggero, tappe a piedi e ospitalità diffusa permettono infatti di esplorare il territorio con costi contenuti, favorendo al tempo stesso l’incontro con le comunità locali e con altri viandanti.

Non è un caso che proprio tra i giovani stia maturando una sensibilità particolare verso il turismo lento e responsabile. Per molti ragazzi diventa anche un’occasione di crescita personale, di condivisione e di riscoperta del rapporto con la natura, elementi che spiegano il successo crescente dei cammini tra le nuove generazioni. In una regione come la Puglia, storicamente associata al mare e al turismo balneare, i cammini stanno così disegnando una nuova mappa del viaggio. Un percorso che attraversa uliveti, masserie, cattedrali romaniche e piccoli borghi dell’entroterra, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. E dove, passo dopo passo, il territorio scopre una vocazione sempre più forte per il turismo lento.

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