La Puglia è una delle dieci regioni italiane in cui il prezzo del gasolio ha già sfondato la soglia psicologica dei 2 euro al litro in modalità self-service. È quanto emerge dall’ultima rilevazione di Staffetta Quotidiana, che fotografa i rincari alla pompa innescati dalla recrudescenza del conflitto in Iran e dalla fine del taglio delle accise.
Insieme alla Puglia, l’impennata del diesel sopra i 2 euro colpisce Basilicata, Calabria, Molise, Sardegna, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano.
La situazione in Italia
A livello nazionale, i prezzi medi alla pompa in modalità self-service stradale hanno raggiunto 1,885 euro al litro per la benzina (+6 millesimi rispetto a ieri) e 1,997 euro al litro per il gasolio (+8 millesimi). In autostrada la situazione è ancora più critica, con la benzina a 1,973 euro al litro e il diesel che vola a 2,070 euro al litro.
A spingere i listini è il balzo del Brent, schizzato del 10% ben al di sopra degli 80 dollari dopo che le quotazioni internazionali sono salite in scia alle nuove tensioni nello stretto di Hormuz.
Di conseguenza, le compagnie petrolifere hanno adeguato i prezzi consigliati: Eni ha aumentato di due centesimi benzina e diesel, Q8 ha applicato un rialzo di due centesimi sulla verde e di ben sei sul gasolio, mentre Tamoil ha alzato di un centesimo il diesel.
Stangata da 265 euro
I rincari hanno provocato l’immediata reazione delle associazioni dei consumatori. Federconsumatori parla di aumenti «alla velocità della luce e di più del dovuto», stimando che la benzina dovrebbe costare 15 centesimi in meno e il diesel 8 centesimi in meno rispetto ai valori attuali. Secondo l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, il sovrapprezzo determinerà una stangata complessiva di 265 euro annui a famiglia, di cui 138,60 euro per i pieni e 126,40 euro di costi indiretti dovuti al trasporto delle merci su gomma. L’associazione punta il dito contro il Governo per la rimozione del taglio delle accise, giudicata prematura, e chiede la reintroduzione di un meccanismo di accisa mobile.
