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Taranto, stop licenziamenti Semat Sud fino a fine anno: il destino dell’ex Ilva scoraggia le aziende

Nulla di buono è emerso dall’incontro di ieri svoltosi a Bari nella sede del Comitato Sepac, la task force sull’occupazione della Regione Puglia, sulla vertenza Semat Sud, l’azienda che da più di vent’anni si occupa delle manutenzioni industriali all’interno della fabbrica ex Ilva. Lo scorso 15 dicembre è partita la procedura di licenziamento collettivo per…
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Nulla di buono è emerso dall’incontro di ieri svoltosi a Bari nella sede del Comitato Sepac, la task force sull’occupazione della Regione Puglia, sulla vertenza Semat Sud, l’azienda che da più di vent’anni si occupa delle manutenzioni industriali all’interno della fabbrica ex Ilva. Lo scorso 15 dicembre è partita la procedura di licenziamento collettivo per i 220 lavoratori. Motivo: per cessazione dell’attività. I sindacati hanno chiesto di ritirare la procedura e di prolungare la cassa integrazione che terminerebbe a fine marzo.

Il destino incerto dell’ex Ilva (unica committente) che starebbe per essere venduta al fondo di investimento statunitense Flacks, scoraggia le aziende dell’indotto tanto da produrre drastiche decisioni come la risoluzione dei contratti di lavoro. Fillea Cgil, Feneal Cisl e Filca Uil non ci stanno e chiedono alla società di ritirare i licenziamenti e di individuare soluzioni per salvaguardare l’occupazione di tutta la forza lavoro in attesa del tanto auspicato rilancio industriale e ambientale della fabbrica.

La crisi

L’azienda lega la decisione alla grave crisi che attanaglia Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria. Al termine dell’incontro il segretario generale della Fillea Cgil, Francesco Bardinella, ha commentato: «L’azienda ha confermato la volontà di dismettere le proprie attività edili all’interno dell’ex Ilva a partire dall’8 marzo. Una situazione che a nostro parere è l’effetto del cosiddetto piano corto proposto dal Governo che in questi giorni sta vedendo la sua piena attuazione con il fermo, per la prima volta nella storia dello stabilimento, delle cockerie».

C’è però un piccolo spiraglio annuncia Bardinella: «Siamo riusciti a strappare l’impegno di prendere tempo, di rinviare i licenziamenti almeno per tutto il 2026 e dare ai lavoratori uno strumento di salvaguardia con l’auspicio che giunga una seria prospettiva per l’ex Ilva così da poter dare continuità all’indotto».

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