Quattro persone sono state arrestate e altre 12 sono indagate nell’ambito dell’inchiesta Taurus della Procura di Brindisi che ha smantellato una rete di riciclaggio e vendita online di auto “clonate”.
Le misure cautelari, emesse dal gip del Tribunale di Brindisi ed eseguite dagli agenti della polizia stradale di Taranto, sono complessivamente sei: in carcere sono finiti il 44enne Dario Nardelli e il 54enne Sante Ingrosso, entrambi di Latiano; ai domiciliari sono stati posti il 30enne di Brindisi Cristian Ciciriello e il 35enne di Nardò Pierluigi Calignano. Obbligo di firma, invece, per un 35enne e un 32enne, entrambi di Torino. Per altri dieci indagati il giudice ha respinto la richiesta di misure cautelari.
L’indagine, coordinata dai pm Alfredo Manca e Sonia Nuzzo, ha individuato in Nardelli il presunto promotore dell’organizzazione.
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe operato tra le province di Brindisi, Taranto e Lecce, con collegamenti anche fuori regione, commercializzando veicoli rubati o rigenerati con componenti provenienti da auto sottratte ai proprietari.
Gli investigatori hanno documentato due distinti sistemi di riciclaggio. Il primo prevedeva la cosiddetta «clonazione» delle vetture: targhe e documenti di auto regolarmente circolanti venivano duplicati e associati a mezzi rubati, poi rimessi in vendita. Il secondo consisteva nell’acquisto di relitti di auto incidentate, successivamente ricostruite con parti provenienti da veicoli rubati e reimmesse sul mercato.
Complessivamente sono 16 gli indagati. Nell’ordinanza, la gip Vilma Gilli evidenzia la «dimensione professionale» dell’attività illecita, ritenendo che il gruppo abbia continuato ad operare anche dopo aver appreso dell’esistenza delle indagini.
Gli accertamenti hanno riguardato 27 veicoli e si sono sviluppati attraverso intercettazioni, pedinamenti, sequestri e consulenze tecniche.
