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Bambina di 9 anni morta dopo essere scomparsa nelle acque del lago di Como: il corpicino ritrovato nella notte

La tragedia si è consumata nel pomeriggio di ieri, quando la bimba giocava in un tratto pericoloso, dove il fondale è scosceso: la zona è circondata da divieti di balneazione

Bambina di 9 anni morta dopo essere scomparsa nelle acque del lago di Como: il corpicino ritrovato nella notte

Una bambina di 9 anni è stata trovata morta nelle acque del lago di Como. Le speranze si sono spente definitivamente intorno alle 23, quando i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno individuato il corpicino della bambina adagiato sul fondale sabbioso, a poca distanza dal punto in cui era scomparsa. Per la piccola – nove anni, nata e residente in Marocco e arrivata in Italia per fare visita ad alcuni familiari – non c’era ormai più nulla da fare: il personale sanitario del 118 presente sul posto ha potuto soltanto constatarne il decesso.

La tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio nello specchio d’acqua di fronte al Tempio Voltiano, ai giardini pubblici di Como, sotto gli occhi dei genitori con cui si trovava. La bimba si era tuffata per giocare a poca distanza dalla riva insieme ad altri coetanei, per poi venire inghiottita dall’acqua senza più riemergere, in un tratto noto per il fondale che scende repentinamente a precipizio e già teatro di analoghi annegamenti in passato, malgrado i cartelli che vietano la balneazione.

I soccorsi e le complesse operazioni di perlustrazione

L’allarme è scattato immediatamente dopo l’inabissamento, mobilitando un imponente dispositivo di soccorso e costringendo le forze dell’ordine ad accompagnare i genitori in questura sotto shock. La macchina delle ricerche ha visto l’intervento congiunto della polizia e dei vigili del fuoco, ai quali si sono uniti gli specialisti del soccorso fluviale giunti in elicottero da Torino e le squadre giunte sul posto con l’elisoccorso atterrato direttamente nei giardini comunali. Per setacciare la superficie e garantire la cornice di sicurezza durante le immersioni dei sub si sono alternate le unità navali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. Con il sopraggiungere dell’oscurità, i vigili del fuoco hanno impiegato anche droni dotati di sistemi di illuminazione per perlustrare dall’alto la zona e facilitare l’ispezione del fondale, fino al triste epilogo.