Sono 1.955 le segnalazioni di malattie professionali registrate in Puglia nel primo bimestre del 2026, un dato in netta crescita rispetto alle 1.731 richieste dello stesso periodo dello scorso anno.
L’aumento, che riguarda principalmente i settori dell’industria e dell’agricoltura, è – per il segretario della Cisl Puglia, Antonio Castellucci – il segnale di un’emergenza che continua a colpire duramente il territorio regionale, con Taranto e Lecce in cima alla classifica delle province più esposte.
Il sindacato riferisce che secondo i dati elaborati dall’Inail, l’incremento più significativo riguarda le patologie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, passate da 907 a 1.111 denunce (+22,4%). In salita anche le malattie del sistema nervoso (da 106 a 132) e le patologie endocrine e metaboliche.
Sebbene la maggioranza dei casi interessi gli uomini, si osserva una preoccupante crescita dell’incidenza tra le donne, riflesso di una maggiore presenza femminile in comparti produttivi storicamente maschili.
Taranto guida la lista con 684 comunicazioni, seguita da Lecce (368), Bari (304), Brindisi (287), Foggia (242) e Bat (70).
Parallelamente, anche le denunce di infortunio sono aumentate, salendo a quota 4.321 rispetto alle 4.254 del 2025. Un campanello d’allarme specifico arriva dagli infortuni in itinere, passati da 493 a 566, evidenziando la necessità di interventi urgenti sulla sicurezza stradale e sulla mobilità dei pendolari.
Nonostante una flessione dei casi mortali, scesi da 9 a 6, la situazione resta critica. Castellucci ribadisce l’urgenza di una strategia strutturale: «Occorre superare la logica emergenziale attraverso un confronto stabile con la Regione, le parti sociali e le imprese. La sicurezza deve essere un investimento strategico e non un costo».
Il sindacato chiede inoltre il potenziamento dei controlli ispettivi, una maggiore spinta sulla contrattazione decentrata e l’introduzione della cultura della prevenzione già nelle scuole.
L’obiettivo è la sigla di un Patto regionale per la salute e la sicurezza che garantisca ambienti di lavoro dignitosi, puntando su una formazione continua che coinvolga attivamente i lavoratori e i soccorritori impegnati quotidianamente sul campo.