La sfida pugliese di trasformare i cantieri in sicurezza reale per le scuole, cogliendo l’occasione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) destinati all’edilizia scolastica, entra nel suo passaggio più delicato. Non solo perché mancano ormai pochi mesi alla scadenza per la rendicontazione finale. Ma anche e soprattutto in considerazione del fatto che l’obiettivo per il prossimo anno scolastico è quello di rendere le scuole più sicure e moderne, intervenendo su un patrimonio edilizio spesso vetusto. In Puglia, infatti, quasi la metà degli edifici scolastici è stato costruito prima del 1976, cioè prima delle norme antisismiche più stringenti, e solo il 46 per cento risulta pienamente in regola con certificazioni di agibilità e prevenzione incendi.
Il Pnrr rappresenta, dunque, un’occasione irripetibile per la regione: la vera partita non si gioca esclusivamente sui finanziamenti assegnati, bensì sulla capacità di trasformare i cantieri in scuole davvero sicure, affinché il prossimo anno scolastico possa segnare un reale cambio di passo. Alla Puglia sono stati destinati circa 150 milioni di euro del Pnrr per l’edilizia scolastica, tra nuove costruzioni, messa in sicurezza sismica, efficientamento energetico, palestre e mense. Una partita che si sta giocando sulla capacità dei territori provinciali di spendere bene e in tempo.
Bari provincia più «virtuosa»
La Città metropolitana di Bari guida la graduatoria regionale per numero di interventi e volume di risorse. Qui si concentra circa un terzo dei progetti pugliesi finanziati, con circa 200 cantieri legati direttamente o indirettamente all’edilizia scolastica. Gli interventi riguardano prevalentemente l’adeguamento sismico degli istituti e la riqualificazione energetica. Al momento, questo risulta il territorio che sta procedendo più velocemente.
Lecce, molti interventi diffusi
Segue la provincia di Lecce, con oltre 150 progetti riconducibili al Pnrr scolastico. L’investimento medio per edificio è più basso, ma la copertura territoriale è ampia: piccoli Comuni e aree interne beneficiano di interventi di messa in sicurezza, rifacimento di impianti e abbattimento delle barriere architettoniche. Lecce sta procedendo rispettando i tempi, puntando soprattutto sulla riqualificazione dell’esistente e riducendo il consumo di suolo.Taranto, scuole e serviziTaranto, invece, sta intervenendo attraverso un mix di ristrutturazioni e nuove opere, con particolare attenzione a mense e spazi per il tempo pieno. La priorità è rafforzare l’offerta educativa in un contesto spesso segnato da fragilità sociali. I lavori procedono in linea con la tabella di marcia.
Brindisi, meno risorse
La provincia di Brindisi intercetta una quota più ridotta dei fondi, con circa 60 interventi, concentrati soprattutto sull’efficientamento energetico e sulla sicurezza antincendio. Progetti meno vistosi, ma fondamentali per l’agibilità degli edifici e che, per questo, necessitano di azioni mirate nel pieno rispetto dei tempi.
Bat, la rincorsa finale
Nella provincia di Barletta-Andria-Trani risultano una cinquantina di interventi finanziati. Un dato che riflette una partenza iniziale lenta nella progettazione. Tuttavia, negli ultimi mesi si sta registrando un’accelerazione, soprattutto sulle scuole secondarie.
Foggia, criticità strutturale
Nel Foggiano si concentra una delle situazioni più critiche: oltre il 60 per cento degli edifici scolastici ha più di 50 anni. I fondi del Pnrr finanziano circa 120 interventi, in gran parte dedicati all’adeguamento sismico e alla sicurezza statica. In questa provincia il rischio è legato alla complessità amministrativa e alla dimensione del territorio, che rende più difficile il controllo dei tempi di realizzazione.









