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Screening neonatale, l’appello di Amati a Schlein: «Il progetto Genoma Puglia sia esteso a tutta Italia»

«Vi scrivo nella convinzione che il nostro partito debba farsi carico di un'importante battaglia, semplice nella sua verità e radicale nel suo significato: l'uguaglianza tra i bambini italiani, a partire dalla diagnosi precoce delle malattie genetiche rare». È l'appello che l'assessore al Bilancio della Regione Puglia, Fabiano Amati, rivolge alla segretaria nazionale del Partito democratico,…

«Vi scrivo nella convinzione che il nostro partito debba farsi carico di un’importante battaglia, semplice nella sua verità e radicale nel suo significato: l’uguaglianza tra i bambini italiani, a partire dalla diagnosi precoce delle malattie genetiche rare». È l’appello che l’assessore al Bilancio della Regione Puglia, Fabiano Amati, rivolge alla segretaria nazionale del Partito democratico, Elly Schlein, e alla responsabile Sanità del Pd, Marina Sereni, per chiedere un impegno politico «deciso a favore dell’estensione su scala nazionale del progetto Genoma Puglia, il primo al mondo interamente finanziato dal servizio sanitario pubblico», capace di diagnosticare fin dalla nascita circa 480 malattie genetiche rare attraverso l’analisi di 407 geni.

«Non è accettabile che, per un bambino, la possibilità di guarire dipenda dal codice postale della nascita», scrive Amati che, eletto nel 2020 nel Consiglio regionale con il Pd, aveva lasciato il partito nel dicembre del 2022 passando ad Azione. Nel febbraio del 2025 ha nuovamente deciso di iscriversi ai dem, non senza polemiche all’interno del Pd pugliese.

Ora l’appello che rivolge al Partito democratico affinché si faccia promotore di una mozione parlamentare che impegni il governo a recepire su tutto il territorio nazionale il modello pugliese, in linea con la proposta di legge già presentata in Senato dai senatori Pd Alberto Losacco e Beatrice Lorenzin.

«Oggi, in Italia, la possibilità che un bambino venga diagnosticato in tempo – sottolinea Amati – dipende dal luogo in cui nasce. È inaccettabile». Nella sua lettera l’assessore regionale pugliese evidenzia che «ogni giorno che passa può significare la perdita di una diagnosi e, con essa, la possibilità concreta di salvare un bambino. La medicina del futuro è già qui. Dobbiamo impedire che la scienza diventi privilegio».

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