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Corte dei Conti, scontro sulla sanità in Puglia. Decaro: «Poche risorse statali»

La sanità torna al centro dello scontro politico e istituzionale in Puglia. L’occasione è stata l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti a Bari, dove la procuratrice regionale Carmela De Gennaro ha acceso i riflettori sulle difficoltà economiche delle Regioni, con la Puglia tra i casi più delicati e sulle responsabilità del livello nazionale nel finanziamento del sistema sanitario.

De Gennaro ha richiamato la politica a una maggiore attenzione sui conti della sanità, definendo la Corte dei Conti «l’unico vero presidio per la tutela di una gestione corretta e sana delle risorse pubbliche».
Un messaggio chiaro: le risorse regionali sono fondamentali per i servizi ai cittadini e non possono essere messe a rischio da squilibri strutturali. Da qui l’invito al legislatore a concentrarsi sulle criticità del sistema sanitario piuttosto che su riforme organizzative dell’organo di controllo.

Parole che arrivano mentre la Regione Puglia deve fare i conti con un possibile disavanzo sanitario stimato tra i 300 e i 350 milioni di euro, cifra che dovrà essere certificata entro fine aprile. Un nodo che il governatore Decaro affronterà il 10 marzo in un vertice tecnico a Roma con i ministeri della Salute e dell’Economia.

Decaro ha ribadito che il problema non riguarda solo la Puglia ma l’intero sistema sanitario nazionale. «I costi crescono rapidamente – ha spiegato – a partire dall’energia, dal rinnovo dei contratti del personale sanitario e dalla spesa farmaceutica, soprattutto per i farmaci innovativi». Secondo i dati ministeriali, la spesa sanitaria è aumentata di oltre il 4%, mentre le risorse trasferite dallo Stato alle Regioni sono cresciute di appena l’1%.

Uno squilibrio che, secondo il presidente pugliese, rischia di mettere in crisi tutte le amministrazioni regionali. «Abbiamo registrato un aumento dei costi di circa 370 milioni, ma dallo Stato sono arrivati ristori per appena 120 milioni», ha ricordato Decaro, citando anche le difficoltà emerse in altre grandi regioni come la Lombardia.

Il governatore ha quindi rivendicato il rapporto di «leale collaborazione» con la Corte dei Conti, che non deve essere percepita come un ostacolo all’azione amministrativa ma come una bussola per garantire legalità, efficienza e qualità della spesa pubblica. Una rotta obbligata mentre si avvicina la resa dei conti sui bilanci della sanità pugliese.

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