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Sanità, l’ex assessore pugliese Lopalco: «Il problema delle liste d’attesa? È la “medicina difensiva» – L’INTERVISTA

«Serve uno stop al consumismo sanitario. Si richiedono e si prescrivono troppi esami inutili, così il sistema non può reggere». Pier Luigi Lopalco, epidemiologo ed ex assessore regionale pugliese alla Sanità, indica nell’abuso di quella che definisce «medicina difensiva» una delle principali cause delle infinite liste d’attesa. Lei parla di un problema legato ad offerta…
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«Serve uno stop al consumismo sanitario. Si richiedono e si prescrivono troppi esami inutili, così il sistema non può reggere». Pier Luigi Lopalco, epidemiologo ed ex assessore regionale pugliese alla Sanità, indica nell’abuso di quella che definisce «medicina difensiva» una delle principali cause delle infinite liste d’attesa.

Lei parla di un problema legato ad offerta e domanda. Ci spiega meglio?

«Si parla tanto di spinta verso il privato, e probabilmente questo avviene, ma il vero problema è che si fanno troppi esami, troppe visite. Il privato finisce le proprie disponibilità già a metà anno perchè la domanda è tanta. C’è un processo in atto di sovradiagnosi, di sovratrattamenti e, di conseguenza, si prescrivono e si assumono troppi farmaci, spesso inutili. Al minimo malessere il paziente va dal medico e il medico lo accontenta, per una sorta di timore preventivo».

E’ quella che lei definisce medicina difensiva?

«Esattamente. Molti medici preferiscono non correre rischi, evitando di esporsi ad eventuali contenziosi. Purtroppo alcune volte il timore di conseguenze giudiziarie incide sulla condotta professionale degli operatori sanitari. E’ un sistema malato e i dati di questi giorni lo dimostrano».

In che senso?

«Se tante persone stanno rifiutando di anticipare le visite, questo si spiega solo in un modo: quelle visite prescritte come urgenti, urgenti non sono».

Il presidente Decaro ha messo la sanità al primo posto dei problemi da risolvere durante il suo mandato.

«Sicuramente ha avuto coraggio perchè ha capito che si tratta di un problema molto sentito. L’approccio mi convince, anche se le difficoltà sono tante. Lo giudicheremo nei prossimi mesi».

Restano tanti altri problemi come da esempio quello relativo al personale. Da medico crede che si possano chiedere agli operatori, in un settore così delicato, turni di 18 ore e straordinari?

«Assolutamente no, non a caso i sindacati di categoria sono già insorti. Ma è evidente che può essere solo una situazione provvisoria, emergenziale».

Intanto, mentre in Puglia si lavora per ridurre le liste d’attesa, a Roma va avanti l’iter dell’autonomia differenziata in sanità. Quali pericoli contiene?

«Tanti. Sarebbe un altro grave danno perchè, oltre a peggiorare la qualità dell’assistenza, metterebbe in atto un meccanismo perverso per attrarre pazienti».

A suo avviso paghiamo ancora gli anni di fermo legati alla pandemia?

«Sicuramente, ma bisogna anche convincersi del fatto che altri virus arriveranno nei prossimi anni. Il mio timore è che li affronteremo con la stessa approssimazione con cui abbiamo affrontato il covid».

A proposito, ancora oggi si sentono accuse nei confronti dei vaccini. Ci sono dati in tal senso?

«Tutti i dati confermano che non sono aumenti tra i vaccinati nè i casi di tumore, nè di morti improvvise nè di altre patologie».

Qual è oggi l’emergenza principale della sanità?

«Salvare il servizio sanitario pubblico. L’invecchiamento della popolazione impone una riforma importante a livello nazionale».

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