Categorie
Politica Puglia Salute

Sanità in Puglia, l’ex assessore Lopalco: «Contro il deficit non resta che la tassazione autonoma» – L’INTERVISTA

La sanità della Regione Puglia attraversa una fase di profonda trasformazione, stretta tra l’aumento dei costi gestionali e la rigidità del Fondo Sanitario Nazionale. Pierluigi Lopalco, già assessore alla Sanità in Puglia e oggi ordinario di Igiene e medicina preventiva all’Università di Pisa, analizza le critiche prospettive del settore, partendo dall’ipotesi di un aumento di Irpef e Irap per ripianare il deficit pugliese di 370 milioni di euro, come ipotizzato dal governo regionale in carica per quanto limitato ai redditi più alti.

Professore, l’assessore Pentassuglia ipotizza un aumento delle tasse per contenere il deficit. Come giudica questa possibilità?

«La sanità è il settore più regionalizzato e gli enti territoriali devono poter intervenire con strumenti propri. La Puglia è l’unica regione del Sud ad aver ottenuto il «semaforo verde» dal Ministero sui Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), ma i costi crescono per fattori esterni: rinnovo dei contratti medici, costo dei farmaci, invecchiamento della popolazione. È un problema nazionale».

Il deficit, dunque, appare inevitabile?

«Lo Stato assegna un budget: se le regioni non riescono a erogare i servizi con quelle cifre, vanno in debito. A quel punto, lo Stato impone di reperire i fondi altrove. La tassazione autonoma diventa un percorso obbligato, poiché è difficilissimo far fronte all’esplosione dei costi con un fondo nazionale stabile, considerando anche che sono aumenti che possono non dipendere dalla gestione, basti pensare al rinnovo dei contratti dei medici o ai prezzi maggiori dei farmaci. In Puglia si è cercato a lungo di pareggiare il bilancio ma, quando non è stato più possibile la «patata bollente» è passata al Governo».

Questa è una delle cause che spinge i cittadini verso il privato?

«Certamente. La spesa «out of pocket», ovvero i servizi pagati di tasca propria dai cittadini, ammonta ormai a 40 miliardi di euro a livello nazionale».

Ospedali e personale: dove servono gli investimenti?

«L’edilizia sanitaria è carente e serve un ammodernamento. Tuttavia, il vero problema è la mancanza di risorse per il personale, che rappresenta la voce di costo maggiore per le strutture sanitarie».

L’assessore lombardo Guido Bertolaso contesta le richieste del Sud di limitare la mobilità sanitaria. È una questione di solidarietà?

«La Lombardia ci guadagna due volte: ottiene più fondi e cura malati di altre regioni. Puntano su prestazioni ad alto ricavo, come la chirurgia complessa, proprio perché attraggono pazienti da fuori, con tutto l’indotto che ne consegue per il territorio. Più che solidarietà, la definirei una strategia che conviene molto alla Lombardia».

L’autonomia differenziata peggiorerà il quadro?

«Lo vedremo quando sarà operativa».

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version