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Sanità in Puglia, dalla Regione piano da 15 milioni per abbattere le liste d’attesa

Richiamo attivo dei pazienti, estensione delle fasce orarie e dei giorni per le prestazioni, monitoraggio sulle prescrizioni. Sono le linee guida dei piani sperimentali delle aziende sanitarie della Puglia, approvate oggi dalla giunta, con il piano di riduzione delle liste di attesa. Questa è stata la prima delibera della giunta guidata da Antonio Decaro, con…
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Richiamo attivo dei pazienti, estensione delle fasce orarie e dei giorni per le prestazioni, monitoraggio sulle prescrizioni. Sono le linee guida dei piani sperimentali delle aziende sanitarie della Puglia, approvate oggi dalla giunta, con il piano di riduzione delle liste di attesa. Questa è stata la prima delibera della giunta guidata da Antonio Decaro, con l’obiettivo di recuperare le prestazioni sanitarie che risultano prenotate oltre i tempi soglia indicati per le classi di priorità. «I piani sono sperimentali e allo stesso tempo molto ambiziosi – ha dichiarato Decaro – Ringrazio tutte le aziende per il lavoro fatto, consapevole che da questo momento siamo tutti impegnati a mantenere l’impegno preso con i cittadini. Chiederemo uno sforzo agli operatori sanitari ma l’obiettivo è importante e ha a che fare tanto con la tutela della salute quanto con la fiducia dei cittadini».

Secondo l’assessore alla salute Donato Pentassuglia, «l’obiettivo non è abbattere in cinque mesi le liste d’attesa ma imprimere un’accelerazione al miglioramento del sistema sanitario regionale – commenta l’assessore alla salute Donato Pentassuglia – Sappiamo che ad oggi ci sono molte difficoltà, a cominciare dalla carenza di personale, ma siamo allo stesso tempo convinti che ci siano ampi margini di miglioramento, con la collaborazione delle aziende, degli operatori sanitari e dei cittadini».

I piani sperimentali prevedono attività di «recall attivo dei cittadini» (contatto diretto dei pazienti in lista di attesa per confermare l’esigenza della prestazione, anticipare l’appuntamento, registrare rinunce e rifiuti), di «aperture straordinarie e ampliamento degli orari di assistenza» (apertura degli ambulatori in fascia serale e nei giorni festivi; estensione della funzionalità giornaliera fino a 12 ore continuative; sedute operatorie aggiuntive per i ricoveri programmati) e di «verifica dell’appropriatezza prescrittiva» (applicazione dei documenti di indirizzo ministeriali e delle società scientifiche; monitoraggio delle prescrizioni ripetute o incongrue; attività formative rivolte ai medici prescrittori).

Si stabiliscono anche prestazioni sanitarie che dovranno essere eseguite nell’ambito dei piani sperimentali di riduzione dei tempi di attesa: specialistica ambulatoriale con prenotazioni che superano i valori soglia previsti, a cominciare dai codici di priorità U -urgenti e B-brevi; ricovero ospedaliero, con particolare priorità ai ricoveri in classe A; day service (numericamente rilevanti e particolarmente critiche). In totale alle aziende sanitarie viene assegnato ”il richiamo di 124.320 prestazioni complessive e variegate” e vengono stanziati 15 milioni di euro.

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