Resta caldissimo il fronte della sanità pugliese, stretto tra nuove polemiche, vertenze aperte e tensioni sindacali. L’ultimo caso esploso riguarda il sistema di prenotazione sanitaria di Taranto, mentre sullo sfondo continuano a pesare la richiesta di restituzione di 31 milioni ai medici di famiglia, le minacce di sciopero e il confronto serrato tra Regione e operatori del settore.
Ma il caso tarantino è solo uno dei dossier che agitano la sanità pugliese. Tiene, infatti, ancora banco la vicenda dei 31 milioni di euro che la Regione ha chiesto indietro ai medici di medicina generale per compensi ritenuti non dovuti tra il 2016 e il 2024. La Fimmg Puglia ha avviato un accesso agli atti per verificare i criteri adottati e chiede uniformità nell’applicazione delle norme, mentre sulla questione si è accesa anche l’attenzione della Corte dei Conti.
Il sindacato sollecita inoltre la ripresa del confronto sull’accordo integrativo regionale e sulla riorganizzazione del sistema di emergenza. Sul piano nazionale cresce intanto la tensione nella sanità privata, con i sindacati pronti a proclamare uno sciopero dopo il mancato accordo sul rinnovo contrattuale. Uno scenario che rischia di avere ripercussioni anche sui servizi regionali, già alle prese con carenze di personale e aumento della domanda di assistenza. In questo clima di forte pressione, l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, ha avviato una serie di incontri con sindacati e operatori per affrontare le criticità del sistema.
Sul tavolo la riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza, il rafforzamento della sanità territoriale, il fabbisogno di personale e lo sviluppo delle tecnologie digitali. Tra le priorità anche l’apertura delle case di comunità prevista a partire da giugno.
La linea della Regione resta quella del dialogo e del confronto, ma le opposizioni incalzano e il sistema sanitario pugliese continua a muoversi su un terreno instabile, dove il diritto alla salute si intreccia sempre più con lo scontro politico e con la richiesta di maggiore trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.
Ieri pomeriggio, Si è riunita anche la task force istituita dalla presidenza della Regione Puglia per coordinate le attività per l’apertura dell’Ospedale di Monopoli-Fasano. Alla riunione, coordinata dal capo di gabinetto della Regione, hanno partecipato i dirigenti del dipartimento Salute e del dipartimento Trasporti sia per i servizi sia per la viabilità, con i vertici di Asl Bari e della Città metropolitana di Bari. Nei prossimi giorni – spiegano dalla Regione – il tavolo sarà esteso ai Comuni di Monopoli e Fasano. Al centro della discussione, la gestione dell’accessibilità al nuovo ospedale sia per gli utenti sia per gli oltre 600 dipendenti previsti. La viabilità di accesso, sia quella ordinaria che quella per i mezzi di soccorso è in fase di imminente completamento.
Le opere, realizzate nell’ambito dell’appalto, saranno oggetto di prossima consegna al comune di Monopoli. Particolare attenzione è stata rivolta al rafforzamento del servizio di trasporto pubblico in ambito urbano (Monopoli e Fasano) e per quello extraurbano provinciale. La Asl Bari ha aggiornato e consegnato il censimento delle provenienze del bacino di utenza preventivato il piano degli spostamenti casa-lavoro degli operatori sanitari, in modo da definire un piano della mobilità quanto più possibile adeguato alle esigenze di avvio della struttura.