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Sanità in Puglia, il piano anti-liste d’attesa: anticipate oltre 116mila prestazioni in 4 mesi

Secondo i dati ufficiali diffusi oggi in una nota dalla Regione Puglia, sono ben 206.151 i cittadini contattati direttamente dalle ASL e dalle aziende ospedaliere per anticipare visite ed esami che erano stati fissati oltre la soglia temporale prevista dal codice di priorità

Sanità in Puglia, il piano anti-liste d’attesa: anticipate oltre 116mila prestazioni in 4 mesi

Primi e significativi segnali di fumo bianco sul fronte caldissimo della sanità pugliese. A poco più di quattro mesi dall’avvio dei piani sperimentali per il recupero delle liste d’attesa, la macchina organizzativa del Servizio sanitario regionale ha registrato una netta accelerazione. Secondo i dati ufficiali diffusi oggi in una nota dalla Regione Puglia, sono ben 206.151 i cittadini contattati direttamente dalle ASL e dalle aziende ospedaliere per anticipare visite ed esami che erano stati fissati oltre la soglia temporale prevista dal codice di priorità.

Nel dettaglio, gli uffici e i Cup hanno effettuato 188.671 chiamate (recall) per la specialistica ambulatoriale e 17.480 per i ricoveri ospedalieri. Il bilancio complessivo parla di 116.318 prestazioni anticipate con successo, di cui 101.463 relative alla sola specialistica ed erogate in tempi record rispetto alla prenotazione originaria. Una fetta importante di questo recupero ha riguardato il medio-lungo periodo: per i cittadini che avevano un appuntamento fissato nel corso del 2026, l’operazione ha permesso di anticipare ben il 51% degli esami e delle visite (pari a 51.426 prestazioni).

I dati

L’efficacia del piano straordinario emerge con chiarezza guardando ai giorni di attesa risparmiati dai pazienti in base ai diversi codici di priorità:

  • Codice U (Urgenti): Effettuate 3.143 prestazioni, con un anticipo medio di ben 142 giorni.
  • Codice B (Brevi): Effettuate 51.750 prestazioni, con un guadagno medio di 132 giorni.
  • Codice D (Differibili): Effettuate 26.022 prestazioni, anticipate in media di 89 giorni.
  • Codice P (Programmabili): Effettuate 15.211 prestazioni, anch’esse anticipate di 89 giorni.
  • A queste si aggiungono 5.337 prestazioni recuperate che erano inizialmente prive di codice di priorità.

Non tutte le telefonate si sono tradotte in un cambio di data. I rifiuti complessivi da parte dell’utenza sono stati 51.892. Una cifra apparentemente alta ma motivata da ragioni fisiologiche: nel 63% dei casi il cittadino ha preferito confermare l’appuntamento che già aveva, il 23% aveva nel frattempo già eseguito l’esame per altre vie, mentre per il 13% la prestazione non era più clinicamente necessaria.

Il focus delle strutture sanitarie pugliesi si è concentrato prevalentemente sulle prestazioni a più alta criticità, ovvero i codici U e B, che da soli hanno rappresentato il 58% del totale dei recuperi. Entrando nel merito delle specialistiche, una prenotazione su cinque tra quelle anticipate per il 2026 ha riguardato il settore della diagnostica per immagini (come Tac, risonanze ed ecografie), mentre la quota delle prime visite specialistiche ha toccato il 38%.

Dalla sede della Regione fanno sapere che le attività di monitoraggio sui Cup e sulle agende dei singoli ospedali proseguiranno in modo capillare anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo strategico di elaborare nuove proposte operative capaci di portare a una riduzione sistematica, strutturale e definitiva dei tempi d’attesa in tutto il territorio pugliese.