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Buco nella sanità pugliese, il centrodestra: «Commissione d’indagine per chiarire responsabilità. Vogliamo nomi e cognomi»

«Vogliamo l’elenco, vogliamo nomi e cognomi» di coloro che hanno provocato la «voragine da 369 milioni accumulata nel 2025 nei conti della sanità pugliese». A chiederlo a gran voce sono i consiglieri regionali di centrodestra in una nota congiunta in cui si chiede anche l’istituzione di una Commissione d’indagine urgente.

«La Puglia è in un vicolo cieco, e ai cittadini verrà imposto di pagare di tasca propria, con l’aumento dell’addizionale Irpef, parte della voragine da 369 milioni accumulata nel 2025 nei conti della sanità regionale», affermano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Gruppo Misto, ricordando che «si apre ora una fase commissariale, e la Regione dovrà dire ai ministeri di Economia e Salute come intende uscire dal deficit».

Gli esponenti di centrodestra riferiscono di aver rivolto «reiterate richieste» al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e all’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, ma, dicono «siccome fanno scena muta e non spiegano come e chi abbia creato questo debito spaventoso, li mettiamo spalle al muro».

I consiglieri di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e del Gruppo Misto si dicono «quasi» convinti che «nel 2025 la spesa sanitaria è andata fuori controllo per foraggiare clientele e accordi elettorali in vista delle regionali. Per non dire – sottolineano – della corsa ai tagli dei nastri di ospedali, ambulatori e sale operatorie ancora chiusi dopo mesi. Ed ora il conto di questi sprechi che si sommano a mille altri, manutenzioni e incarichi inutili, nomine e promozioni regalate, acquisti sfrenati, Decaro lo presenta ai pugliesi».

Per gli esponenti dei gruppi di opposizione la Commissione d’indagine non deve essere «un tribunale d’inquisizione ma un luogo di verità e trasparenza, e un monito al rigore nella gestione e nella programmazione, in sanità e non solo. Basta con la polvere sotto il tappeto, vengano fuori sperperi e responsabili. I pugliesi hanno il diritto di sapere».

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