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Sanità, blindare le risorse al 7,5% del Pil: la proposta di legge popolare presentata dallo Spi Cgil Puglia

In un’Italia dove il finanziamento alla salute pubblica rischia di scivolare sotto la soglia del 6% del Prodotto interno lordo nel prossimo triennio, parte dalla Puglia la mobilitazione per chiedere di invertire la rotta.

A Bari, stamattina, è stata presentata dallo Spi Cgil una proposta di legge di iniziativa popolare, che chiede l’introduzione di un vincolo finanziario certo: ancorare le risorse del Servizio sanitario nazionale (Ssn) al 7,5% del Pil, obiettivo da raggiungere a regime entro il 2030.

L’iniziativa, sostenuta da una rete di 30 associazioni, mira a scardinare l’attuale logica dei tagli. «Oggi si adegua l’offerta alle disponibilità economiche, mentre noi vogliamo che le risorse siano adeguate ai bisogni reali di salute», ha dichiarato Stefano Cecconi, esponente della segreteria nazionale del sindacato.

Il testo, depositato ufficialmente in Corte di Cassazione a fine aprile 2026, rappresenta nelle intenzioni dei proponenti una barriera contro l’avanzata del settore privato a discapito dell’universalità delle cure.

Il piano per il personale e il nodo Sud

Oltre al pilastro economico, la proposta mette nero su bianco la necessità di un piano straordinario di assunzioni. Per rendere operative le strutture territoriali previste dal Pnrr, come le Case di comunità, il sindacato stima un fabbisogno di 36mila unità tra infermieri, operatori socio-sanitari, psicologi e assistenti sociali.

Secondo Filomena Principale, segretaria della Cgil Puglia, il testo non si limita a chiedere fondi, ma punta sulla «valorizzazione professionale ed economica del personale a tutti i livelli». Un tema che diventa drammatico nel Mezzogiorno, come sottolineato da Eva Santoro, segretaria dello Spi Cgil Puglia: «In una regione che rischia l’aumento delle tasse per coprire il deficit sanitario, troppi cittadini rinunciano alla prevenzione perché impossibilitati a rivolgersi ai privati».

Mobilitazione e raccolta firme

Perché il progetto approdi in Parlamento, sarà necessario raccogliere 50mila firme. Le giornate di mobilitazione nazionale sono state fissate per il 15 e 16 maggio prossimi, quando i banchetti per la sottoscrizione saranno presenti in tutte le piazze.

Il segretario generale dello Spi Puglia, Michele Tassiello, ha ribadito il valore simbolico e pratico della battaglia: «Non vogliamo rassegnarci alla sofferenza del sistema. Il senso di questa legge è rilanciare il Ssn come la più grande infrastruttura sociale del Paese».

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