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Attualità Puglia

Energia rinnovabile, le tante speculazioni e la compravendita delle autorizzazioni

La Puglia è la prima regione italiana per capacità installata da fonti energetiche rinnovabili, circa 8 Gigawatt (14% del totale nazionale di 57 GW da fotovoltaico ed eolico), seguita da Sicilia e Lombardia, ma ha ancora margini di crescita rispetto agli obiettivi prefissati per il 2030. Infatti, in Puglia il livello di avanzamento degli impianti, pur significativo, è ancora incompleto: circa il 78% del target fotovoltaico per il 2030 risulta già raggiunto, mentre per l’eolico il progresso si mantiene sotto il 50% rispetto agli obiettivi.

Sono alcuni dei dati emersi dalla tavola rotonda che si è svolta a Bari, nella sede di Confindustria, dal titolo «Transizione Energetica in Puglia: Prospettive e Opportunità», con la Puglia che, per condizioni climatiche e territoriali, si candida ad essere «laboratorio naturale della transizione energetica italiana».

Il rischio

Ma la candidatura «naturale» della Puglia rende il suo territorio altamente appetibile al business dei «predoni» delle rinnovabili, pronti a manovre speculative che ingrossano il portafoglio di alcune società, spesso con sede all’estero, e mortificano il territorio, con i sindaci e le amministrazioni comunali costrette a combattere contro colossi multinazionali, sempre pronti a promuovere cause legali con richieste di risarcimento danni per i ritardi nel rilascio delle autorizzazioni richieste.

Ed è proprio sulle autorizzazioni che fiorisce il mercato speculativo, dove si muovono con grande disinvoltura i cosiddetti «sviluppatori», ovvero personaggi che hanno il monopolio delle fasi di realizzazione degli impianti, ma non per renderli operativi, semplicemente per ottenere l’Autorizzazione Unica (Au) per poi venderla la miglior offerente, ottenendo guadagni che possono essere 30 volte superiori ai costi sostenuti.

A conforto della speculazione in atto sulle rinnovabili, meno del 5 per cento delle istanze presentate per l’Au fa capo alla stessa società che poi realizza l’impianto.

La proposta

Da qui l’idea di mettere un freno al mercato speculativo delle rinnovabili, come evidenziano le alcune associazioni ambientaliste, attraverso una semplice modifica a un articolo della legge sulle aree idonee, attualmente in discussione in Regione. Una semplice rivisitazione dell’articolo 9 della legge regionale che può mettere un freno alla compravendita delle Autorizzazioni. In sintesi: la titolarità non può mutare fino all’effettiva entrata in esercizio dell’impianto. Sic et sempliciter ma, si sa, alla politica, le cose semplici non piacciono.mau.tar.

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