Antonio Decaro inizia a disegnare la sua Regione partendo dalla “testa”. E il primo segnale è una netta discontinuità con il passato: il presidente ha firmato oggi il decreto che manda in archivio il cosiddetto “modello Emiliano” (noto come Maia 2.0), ridisegnando l’assetto organizzativo della Presidenza.
La novità più eclatante è numerica: i consiglieri del presidente scendono da 21 a 9. Una mossa tesa alla semplificazione e all’adeguamento della macchina amministrativa agli indirizzi della Corte dei Conti.
La sforbiciata allo staff
Il vecchio sistema, voluto nel 2015 e aggiornato nel 2020 dall’ex governatore, prevedeva un’ampia platea di supporto composta da ben 21 unità (11 figure con compenso e 10 con solo rimborso spese). Decaro ha deciso di snellire drasticamente la struttura. I nuovi nove collaboratori saranno divisi in due categorie ben precise:
- Fino a 5 consiglieri per il supporto su questioni di rilevante interesse politico-strategico.
- Fino a 4 consiglieri giuridici esperti in materie tecniche (diritto costituzionale, amministrativo, economia e finanze).
Il decreto stabilisce anche una progressione dei compensi basata sulle specifiche competenze di ogni incarico, ma precisa che l’operazione avviene a invarianza di bilancio: non sono previsti, dunque, ulteriori stanziamenti di fondi pubblici rispetto a quanto già stanziato in passato.