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Regione Puglia, Decaro: «Emiliano contento della nomina. Dovremmo pagare di più i medici dell’emergenza-urgenza»

«Quando ci sono le nomine è chiaro che c’è qualcuno che non è contento». Ad affermarlo è il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ospite a Mattino Norba ha spiegato come Il Partito democratico esprime quattro assessori e «forse anche la presidenza del Consiglio regionale. Le province sono sei, avrei dovuto nominare sei assessori del Pd per tenere l’equilibrio dei territori. Dovendoli scegliere dal Consiglio regionale ho scelto chi ha una determinata competenza o attitudine a seguire un particolare tema. L’assessore al Turismo, Graziamaria Starace, è stata fino a qualche giorno fa l’assessore al Turismo del Comune più turistico della nostra regione». Il riferimento è alle possibili tensioni nate nel Pd del Salento dopo la scelta degli assessori.

«I consiglieri della maggioranza sono 29 e gli assessori 10. Otto devono essere consiglieri, è una forma di auto conservazione dei consiglieri regionali. Nelle altre Regioni – ha proseguito Decaro – giustamente viene separata l’attività gestionale dell’assessore dall’attività di legislatore del consigliere. Secondo me la legge elettorale va rivista, ma è il Consiglio che decide. Se fossi io consigliere regionale, avrei costituito una commissione dove ci sono maggioranza e minoranza, con dei docenti universitari esperti della materia per cercare di capire la legge elettorale, la rappresentatività territoriale». La norma, ha concluso, «dice quanti consiglieri devono rappresentare il territorio ma in un altro pezzo della norma, con il sistema dei resti, si sfasa questo».

E sul rapporto con l’ex governatore e della nomina di Emiliano a suo consigliere giuridico, Decaro ha ribadito che «Emiliano non è mai stato un nodo» ed è contento della nomina: «Sì, questa cosa l’abbiamo concordata», ha spiegato.

«Abbiamo litigato», ha proseguito il presidente, «alcune volte non si è saputo. Capita spesso in politica, ma non abbiamo mai messo gli interessi personali davanti a quelli della comunità. L’esperienza professionale, politica e istituzionale di Emiliano – ha aggiunto – che somma ad una esperienza da magistrato, da sindaco per 10 anni e da presidente della Regione per 10 anni, penso sia unica nella nostra regione e penso che in Italia ce ne siano due, forse tre. La sua esperienza non è a mia disposizione, è a disposizione della nostra regione».

Il nodo sanità

«È probabile che faremo una proroga dei commissari delle Asl per individuare le figure professionali più idonee. Perché i bandi (pubblicati nei mesi scorsi, ndr) erano legati alle scadenze immediate, adesso ne stanno scadendo degli altri. Quindi individueremo persone che hanno capacità professionali e che devono mettere al centro della loro azione amministrativa e istituzionale la cura delle persone». Ha detto il governatore pugliese in merito alla scadenza del commissariamento in cinque aziende sanitarie, Policlinico di Foggia, Asl Bt, Asl Ta, Ircss Giovanni Paolo II e Ircss De Bellis di Castella Grotte.

Incarichi temporanei anche per Acquedotto pugliese: «Nel giro di qualche ora daremo una governance temporanea, sarà tecnica. I sindaci mi hanno già dato un nominativo che è la presidente dell’Anci e li rappresenta tutti. Io individuerò una figura tecnica all’interno della Regione in modo da avere due figure istituzionali che completino il percorso di passaggio delle quote di Acquedotto pugliese, dalla Regione ai Comuni». Questo percorso «si completerà nel giro di qualche mese – ha concluso il presidente – e poi ci sarà la governance con il consiglio di amministrazione previsto dal nuovo statuto e dalla nuova legge nazionale che prevede rappresentante della regione, comuni e del governo che è stato già individuato».

Decaro è poi tornato sulla visita di ieri al pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi, con l’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia. «Dovremmo pagare di più i medici dell’emergenza-urgenza. Ed è un tema che dobbiamo porre come Conferenza delle Regioni a livello nazionale» ha spiegato.

«Ieri, in pronto soccorso, c’erano solo due medici che avevano 13 pazienti in contemporanea sui lettini e altri in attesa, fuori. La situazione per l’accesso ai pronto soccorso è complicata – ha continuato Decaro – l’80% sono codici bianchi, verdi e azzurri, e questo dipende dal fatto che non abbiamo strutturato una sanità territoriale. La presenza dei medici specializzati nell’emergenza-urgenza – ha evidenziato – è un tema nazionale. È un mestiere che i giovani nel nostro Paese non vogliono fare ed è sicuramente legato al fatto che non ci sono turni e al fatto che non si può fare libera professione. Ma è un tema che dobbiamo porci».

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