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Regione Puglia, avvisi per le nomine negli enti: trasparenti e senza fretta

Addio alle procedure lampo. La giunta regionale mette nero su bianco: gli avvisi per le nomine negli enti partecipati non possono più apparire e scomparire nel giro di una settimana, come spesso è accaduto in passato. La direttiva del capo di Gabinetto, Davide Pellegrino, arriva alla vigilia dello spoil system e dei rinnovi dei vertici…
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Addio alle procedure lampo. La giunta regionale mette nero su bianco: gli avvisi per le nomine negli enti partecipati non possono più apparire e scomparire nel giro di una settimana, come spesso è accaduto in passato. La direttiva del capo di Gabinetto, Davide Pellegrino, arriva alla vigilia dello spoil system e dei rinnovi dei vertici di Aqp, Aeroporti di Puglia, Adisu, Arpal, Arti e altri organismi regionali, imponendo massima pubblicità e trasparenza. Gli avvisi dovranno essere pubblicati non solo sul Bollettino ufficiale, ma su tutti i canali istituzionali, e i termini di presentazione delle candidature non potranno essere inferiori a 30 giorni. L’obiettivo è chiaro: evitare procedure lampo che riducono la platea dei candidati e aumentano il rischio di sospetti su favoritismi e clientelismo.

La misura giunge anche dopo il caso Fiorella di Acquedotto Pugliese, compagna dell’ex consigliere regionale Pd, Filippo Caracciolo, indicata tra i candidati in circostanze che avevano sollevato forti polemiche (la presentazione di un titolo di studio poi rivelatosi taroccato). L’episodio aveva evidenziato come procedure poco trasparenti possano alimentare sospetti e minare la fiducia dei cittadini nella gestione degli enti pubblici. Ora la Regione vuole invertire la rotta: chiarezza nei criteri di selezione, diffusione capillare degli avvisi, rispetto dei termini e coinvolgimento dell’«Organismo Indipendente di Valutazione».

Una risposta netta per garantire che tutti i candidati abbiano le stesse possibilità e che le nomine siano effettivamente partecipate. In pratica, la giunta manda un segnale politico forte: il tempo degli avvisi nascosti e delle procedure opache è finito. Trasparenza, regole certe e partecipazione diventano elementi centrali per la gestione di Aqp e delle altre società pubbliche. Una lezione chiara: in Puglia, chi governa deve fare i conti con la vigilanza dei cittadini.

Parte ufficialmente oggi con l’avvio dell’iter nelle commissioni il percorso di approvazione del disegno di legge sulle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili, approvato dalla Giunta regionale. La norma, firmata dagli assessori Leuzzi e Disciascio, va approvata entro il 22 marzo per evitare il commissariamento statale, ma il percorso appare tutt’altro che lineare.Il testo segna un cambio di passo deciso rispetto alle linee guida nazionali e alla legge regionale Dellinoci affossata in aula fra polemiche e veti politici incrociati.

Le Regioni, secondo il decreto legislativo 190/2024, non possono ridurre le superfici già individuate dallo Stato come idonee – aree industriali, portuali, cave dismesse, discariche, zone vicino alla rete autostradale – ma possono aggiungerne altre. La Puglia, però, ha scelto una linea prudente: poche aggiunte, tutte altamente selezionate e restrizioni in zone industriali dí comuni che non si sono adeguati al piano paesistico.

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