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Regione, primo provvedimento di Decaro: sperimentazione di 5 mesi contro le liste d’attesa

Come annunciato ieri nel momento della sua proclamazione, il primo provvedimento del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, è sull'abbattimento delle liste d'attesa in sanità. Il documento, che sarà approvato nelle prossime ore, è stato messo a punto al termine di una riunione tenuta oggi in presidenza e alla quale hanno partecipato oltre al neo…
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Come annunciato ieri nel momento della sua proclamazione, il primo provvedimento del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, è sull’abbattimento delle liste d’attesa in sanità. Il documento, che sarà approvato nelle prossime ore, è stato messo a punto al termine di una riunione tenuta oggi in presidenza e alla quale hanno partecipato oltre al neo governatore, il capo di gabinetto Davide Pellegrino, il capo dell’avvocatura regionale Rossana Lanza, il capo dipartimento Salute Vito Montanaro e la direttrice generale dell’agenzia regionale della salute, Aress, Lucia Bisceglia.

Queste le disposizioni previste: entro l’1 febbraio sarà avviato un piano sperimentale di abbattimento delle liste di attesa che le aziende sanitarie pugliesi dovranno presentare al governatore entro 15 giorni dall’approvazione del provvedimento. Le prescrizioni da ritenere prioritarie saranno le prestazioni “urgenti” e “brevi”, risultate quelle con maggiori criticità dal report di monitoraggio effettuato dalla Regione. Per accelerare lo smaltimento delle prestazioni, gli ambulatori specialistici che effettuano esami diagnostici, potranno prolungare l’apertura anche nei fine settimana e, durante tutta la settimana, fino alle 23.

Le Asl avranno il compito di monitorare le attività professionali istituzionali e quelle in regime di intramoenia (attività libero professionale esercitata all’interno delle strutture pubbliche) condotte dai medici: laddove emergano violazioni, scatteranno sanzioni e nei casi più gravi la sospensione dell’attività intramuraria. Altro tassello al quale sarà data priorità sarà il monitoraggio dell’appropriatezza delle prescrizioni: secondo uno studio condotto da Aress, il 40% delle prescrizioni di esami con tac e risonanze magnetiche sono inappropriate, ovvero non necessarie. Dunque, per un periodo sperimentale di cinque mesi, entro il 10 di ogni mese, saranno verificate le prescrizioni effettuate dai medici così da evitare che quelle inappropriate intasino ancora le liste d’attesa.

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