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Regione Puglia, è il giorno dei 50 consiglieri: poi la nomina di 5 direttori generali Asl

Nomine, sanità, assetti di potere. Antonio Decaro imprime subito il ritmo al suo mandato e mette nero su bianco una road map che non ammette rallentamenti: prima lo staff e la giunta regionale, subito dopo i direttori generali di cinque aziende sanitarie pugliesi. Un cronoprogramma serrato che il neo governatore ha già avviato, deciso a…
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Nomine, sanità, assetti di potere. Antonio Decaro imprime subito il ritmo al suo mandato e mette nero su bianco una road map che non ammette rallentamenti: prima lo staff e la giunta regionale, subito dopo i direttori generali di cinque aziende sanitarie pugliesi. Un cronoprogramma serrato che il neo governatore ha già avviato, deciso a chiudere le principali partite nel giro di poche settimane e a dare l’idea di una Regione finalmente rimessa in moto dopo i 45 giorni di limbo seguiti al voto di novembre. Se oggi la Corte d’Appello proclamerà ufficialmente i 50 consiglieri regionali, Decaro è pronto a scoprire le carte anche sulla squadra degli assessori.

Il puzzle è ormai agli ultimi incastri. Otto posti andranno a consiglieri eletti, nel segno di un equilibrio politico che guarda soprattutto al Pd. In pole position ci sono Francesco Paolicelli, Stefano Minerva e Donato Pentassuglia, con quest’ultimo dato come favorito per la delicatissima delega alla Sanità. Due, invece, gli assessori esterni: una scelta che punta a blindare la maggioranza e a tenere dentro gli alleati rimasti fuori dal Consiglio. Un posto potrebbe andare ad Avs, esclusa dall’aula, ma centrale nei rapporti politici della coalizione. L’altro, secondo i rumors, sarebbe destinato al governatore uscente Michele Emiliano.

Mentre il cantiere politico prende forma, Decaro mette a segno il primo atto concreto sul fronte più sensibile per i cittadini: le liste d’attesa sanitarie. A valle delle riunioni fiume delle 24 ore precedenti e dell’incontro all’ora di pranzo con il capo di gabinetto Davide Pellegrino, il capo dell’Avvocatura, Rossana Lanza, il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, e la direttrice generale Aress, Lucia Bisceglia, arriva la prima delibera dell’era Decaro. Un provvedimento che riprende una promessa di campagna elettorale e punta ad ampliare l’offerta di prestazioni, ma con un approccio più selettivo rispetto al passato. L’operazione, in realtà, non è del tutto nuova. Un tentativo analogo era stato avviato in via sperimentale ai tempi di Nichi Vendola, con un investimento da circa sei milioni di euro e la regia dell’allora esperto Aristide Carella. I risultati non furono esaltanti, anche perché l’intervento si estese a tutto il ventaglio di visite ed esami specialistici.

Questa volta il perimetro è più ristretto e, nelle intenzioni del presidente, più efficace: l’attenzione si concentra su tre tipologie di prestazioni considerate critiche dal monitoraggio regionale. Le urgenti, da smaltire entro 72 ore; le brevi, con tempi massimi di dieci giorni; e le patologie oncologiche, per le quali il fattore tempo è decisivo. Le disposizioni contenute nella delibera parlano chiaro. Entro 15 giorni dall’adozione del provvedimento, le aziende sanitarie dovranno presentare un piano sperimentale per abbattere le liste d’attesa. Il piano partirà il primo febbraio e si concluderà il 30 giugno. Una finestra temporale limitata, che servirà a testare l’efficacia delle misure. Le criticità maggiori, secondo i report della Regione, riguardano proprio le prestazioni urgenti e brevi: da qui la scelta di dare priorità assoluta a queste prescrizioni.

Tra le leve previste c’è la possibilità di aprire in forma straordinaria ambulatori specialistici e di diagnostica fino alle 23 e nei fine settimana. Le aziende sanitarie potranno anche proporre soluzioni alternative, purché efficaci nel raggiungere l’obiettivo. Ma il cuore politico del provvedimento sta nel richiamo all’equilibrio tra attività istituzionale e intramoenia. Il presidente ha disposto una verifica puntuale: in caso di violazioni scatteranno le sanzioni previste dalla legge, fino alla sospensione dell’attività libero-professionale nelle strutture pubbliche.

Il filo conduttore è l’appropriatezza prescrittiva. Uno studio Aress ha certificato che circa il 40% delle prescrizioni di radiodiagnostica -Tac e risonanze magnetiche – è potenzialmente inappropriato. Un dato che pesa come un macigno sulle liste d’attesa. Per questo, entro il 10 di ogni mese, per tutta la durata della sperimentazione, saranno verificate le prescrizioni effettuate dai medici, per evitare che esami non necessari intasino il sistema.

A fine giornata, infine, il decreto di nomina dello staff: Davide Pellegrino diventa ufficialmente capo di Gabinetto, prendendo il posto di Pinuccio Catalano. All’Avvocatura regionale resta Rossana Lanza, confermata dopo due mandati. Portavoce del presidente sarà la giornalista Aurelia Vinella.

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