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Regione Puglia, insediamento-show per il Consiglio: cento testate accreditate

Oltre cento testate giornalistiche tra quotidiani, tv, radio e siti web si sono accreditate per la seduta d’insediamento del Consiglio regionale in programma oggi alle 11. Un debutto che segna l’avvio ufficiale della dodicesima legislatura e che, numeri alla mano, si annuncia come un vero evento mediatico. Tanto da spingere il Parlamentino pugliese ad adottare misure di sicurezza eccezionali: accesso contingentato e riconoscimento facciale per gli accreditati, in un clima che somiglia più a un vertice nazionale che a un passaggio istituzionale ordinario. L’ordine dei lavori è serrato e politicamente denso.

Dopo la convocazione da parte del consigliere anziano, Luigi Lobuono, si procederà con l’insediamento dell’Aula e la costituzione dell’Ufficio provvisorio di Presidenza. Poi la convalida degli eletti, l’elezione del presidente del Consiglio regionale e dell’Ufficio di Presidenza, quindi il giuramento del governatore Antonio Decaro. A quel punto il nuovo presidente illustrerà il programma di governo per i prossimi cinque anni e svelerà la composizione della giunta, passaggio atteso non solo per gli equilibri interni alla maggioranza ma anche per misurare, fin da subito, la tenuta politica del «nuovo corso». Dietro le quinte, però, la giornata di oggi è stata preceduta da una lunga notte di trattative, protrattesi fino a tarda sera, sia nel centrosinistra che nel centrodestra.

Nel centrosinistra, il tema più sensibile è stato quello della parità di genere, rilanciato nei giorni scorsi dalla segretaria del Pd Elly Schlein. Un appello che il partito pugliese ha scelto di non archiviare come rituale, ma di trasformare in un criterio operativo, trovando alla fine una mediazione. La guida dell’assemblea dovrebbe andare a Toni Matarrelli, ex sindaco di Mesagne, figura dal forte consenso personale e scelta anche per compensare l’assenza della provincia di Brindisi nella squadra degli assessori. La vice presidenza, sempre in quota Pd, andrebbe a Elisabetta Vaccarella, la più suffragata tra le donne. Il ruolo di segretario d’aula, terzo tassello dell’organigramma, sarebbe destinato alla lista civica «Decaro presidente». Molto più incerta la partita nel centrodestra, che non ha ancora chiuso l’accordo sui due posti spettanti in Ufficio di presidenza: vice presidente e segretario d’aula.

A pesare, innanzitutto, lo strappo consumato in Forza Italia con Luigi Lobuono, ex avversario di Decaro, che ha lasciato il gruppo per approdare al Misto in polemica con l’elezione del capogruppo Paride Mazzotta. Le tensioni più visibili, però, si sono spostate in Fratelli d’Italia. Renato Perrini, consigliere di Crispiano e secondo più votato dopo il capogruppo Paolo Pagliaro, rivendica la vice presidenza come riconoscimento naturale del risultato elettorale. A contendergli la casella è Tommaso Scatigna, di Locorotondo, sostenuto dall’area del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. Sulla carta, Perrini appare favorito: i meloniani spingono su di lui e anche nel centrosinistra viene considerato interlocutore affidabile per correttezza e rapporti istituzionali costruiti negli anni.

In Forza Italia, infine, è scontro aperto tra Massimiliano Di Cuia e Marcello Lanotte per il posto da segretario d’aula. Una competizione che ha radici profonde e non solo politiche: i due furono protagonisti di una dura guerra giudiziaria legata alle elezioni politiche del 2022 in un seggio tarantino, vicenda che sfociò in denunce e controdenunce e che portò all’elezione del parlamentare Vito De Palma. Oggi quel passato torna come zavorra in una trattativa che, più che un semplice incarico, vale un segnale di forza dentro e fuori il partito. La seduta di insediamento, insomma, sarà il primo test di stabilità politica, la cartina di tornasole di maggioranza e opposizione.

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