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Politica Puglia

Regione Puglia, in FdI spunta il manuale Cencelli 4.0 che inchioda chi vorrebbe visibilità

Un foglio Excel per disinnescare le tensioni all’interno del nuovo gruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Puglia. I dirigenti della principale formazione politica all’opposizione della giunta guidata da Antonio Decaro hanno optato per una sorta di «Manuale Cencelli» dell’era digitale per evitare intoppi nell’assegnazione degli incarichi, che pure ci sono, nonostante la logica elettorale. Il sistema ricalca la logica messa a punto alla fine degli anni Sessanta da Massimiliano Cencelli, deputato della Democrazia Cristiana, che ideò un metodo per assegnare ministri e incarichi di governo distinguendo le poltrone di prima fascia da quelle minori, distribuendole tra partiti e correnti in base al loro bottino elettorale.

Oggi, quella vecchia logica rivive in quello che è a tutti gli effetti «un algoritmo» che parte dalla cifra percentuale ottenuta da ogni candidato eletto nella rispettiva provincia. È qui che emerge, il dato di Paolo Pagliaro: il recordman delle preferenze ottiene nella sua Lecce il 25,63 per cento rispetto al totale raccolto dal partito. Mentre, fanalino di coda è Tommaso Scatigna, che nel collegio di Bari si ferma al 14,8 per cento. La seconda variabile prende in esame i voti totali. Anche in questa colonna, Pagliaro domina, con 30mila preferenze. In coda, si posiziona questa volta Antonio Scianaro, con 4mila voti raccolti a Brindisi. La quarta colonna indica il numero totale dei votanti nei rispettivi collegi.

Da questa cifra viene estrapolata la percentuale di consenso del singolo consigliere rispetto alla massa totale di chi si è recato alle urne, quinta colonna. Anche qui la leadership di Pagliaro è confermata con il 9,40 per cento. Segue Renato Perrini, che a Taranto ferma il contatore all’otto per cento. Seguono tutti gli altri eletti. La sesta colonna, quella della classifica finale, vede quindi Pagliaro in testa, seguito da Perrini. Al terzo posto si piazza Luigi Caroli, poi Dino Basile, Nicola Gatta e Giannicola De Leonardis, Tonia Spina, l’unica donna del gruppo regionale e Andrea Ferri.

Chiudono la graduatoria Giampaolo Vietri, Scianaro e Scatigna. Ottenuto il «peso specifico» di ciascun consigliere, la traduzione in incarichi istituzionali è stata quasi automatica. Il ruolo di maggior prestigio, quello di capogruppo, è andato a Pagliaro, eletto all’unanimità. Con la stessa logica, la vicepresidenza del Consiglio è stata assegnata a Perrini, nonostante il tentativo di De Leonardis di provare a ottenere una riconferma nel ruolo.

Di conseguenza, guardando il tabellone stilato dall’algoritmo, è intuibile che gli ulteriori ruoli di vertice ancora da assegnare, come quelli negli uffici di presidenza delle commissioni, dovrebbero andare a scorrimento a Caroli e Basile. A tutti gli effetti sono questi i consiglieri più suffragati da qualsiasi parte la si voglia vedere.

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