Si allungano i tempi per il varo della nuova giunta regionale pugliese. Il presidente Antonio Decaro prende tempo e sceglie la linea della prudenza: prima di ufficializzare la squadra vuole parlare, uno per uno, con i futuri assessori, valutare profili, disponibilità e soprattutto l’equilibrio complessivo dell’assetto politico. Una scelta che fa slittare di qualche giorno l’annuncio, inizialmente previsto per oggi. Dallo staff del governatore assicurano però che non si andrà oltre la fine della settimana. Il rinvio non è tecnico, ma politico.
E il nodo centrale resta sempre lo stesso: Michele Emiliano. Fino a poche settimane fa il destino dell’ex presidente sembrava segnato, con un assessorato esterno già messo in conto come approdo naturale dopo l’uscita di scena dalla competizione elettorale. Dopo l’Epifania, però, lo scenario è cambiato. Decaro, anche su suggerimento dei suoi collaboratori più stretti, ha iniziato a rimettere in discussione quell’ipotesi. Un faccia a faccia tra i due è atteso nelle prossime ore per chiarire il futuro del magistrato in aspettativa, che durante la cerimonia di proclamazione si è detto «a disposizione» del nuovo governatore.
Ma la disponibilità non basta a sciogliere le incognite: la prima riguarda la reale volontà di Decaro di portare Emiliano in giunta; la seconda, non meno delicata, concerne le eventuali deleghe. Emiliano non si accontenterebbe di un incarico simbolico. Sul tavolo ci sono assessorati pesanti come lo Sviluppo economico e le Crisi industriali, ambiti strategici e politicamente sensibili, soprattutto in una fase segnata dal dossier ex Ilva e dalle difficoltà del tessuto produttivo regionale. Una scelta del genere, però, rischierebbe di indebolire il messaggio di discontinuità su cui Decaro ha costruito la sua candidatura.
Al contrario, un’esclusione totale avrebbe effetti altrettanto delicati, costringendo l’ex governatore a rientrare in magistratura e aprendo una frattura politica potenzialmente destabilizzante. Nel frattempo, il presidente deve completare un puzzle complesso di dieci caselle. Quattro assessorati spettano al Partito Democratico, due alla lista «Decaro Presidente», uno ciascuno al Movimento 5 Stelle e alla civica «Per la Puglia». L’ultimo tassello è riservato ad Alleanza Verdi Sinistra, rimasta fuori dal Consiglio regionale ma politicamente parte della coalizione.
Anche qui, nomi e deleghe sono oggetto di trattative serrate, tra correnti, territori e richieste di rappresentanza. Sul fronte Dem restano aperte diverse opzioni, così come nella partita della Sanità, la delega più pesante e strategica, che richiede competenza e affidabilità politica. I Cinque Stelle puntano a un assessorato di peso e guardano con interesse all’Ambiente, mentre la lista del presidente spinge per una rappresentanza femminile forte. In sottofondo, Decaro deve anche tenere d’occhio i numeri in Consiglio regionale, dove non mancano consiglieri eletti nell’orbita emilianiana, potenzialmente decisivi nei passaggi più delicati.










