Di ritorno da qualche giorno di vacanza trascorso con la famiglia, Antonio Decaro è pronto a varcare ufficialmente la soglia del palazzo presidenziale sul lungomare Nazario Sauro. Oggi alle 15, nella sede della Corte d’Appello di Bari, è in programma la cerimonia di proclamazione che sancirà il passaggio di consegne con il presidente uscente Michele Emiliano, a 44 giorni dal voto. Alla vigilia, Decaro ha scelto i social per parlare ai pugliesi con un messaggio dal tono intimo e insieme politico. «Da domani la famiglia diventa ancora più grande. Dal Gargano a Leuca ci saranno nuovi zii, nipoti, nonni, mamme, papà, fratelli e sorelle di cui prendersi cura», ha scritto il neo governatore.
Parole che sembrano voler disinnescare il clima di vigilia, già attraversato da fibrillazioni e aspettative incrociate. Decaro rivendica la scelta di essersi ritagliato uno spazio privato prima dell’insediamento, «consapevole che nei prossimi mesi sarà difficile persino programmare un pranzo insieme», e chiede ai cittadini vigilanza, non indulgenza. «So che qualcosa la sbaglierò – scrive – ma so per certo che ci proveremo con tutta la forza che abbiamo». Un appello alla corresponsabilità che diventa anche una dichiarazione politica: «Quando mi sono candidato ho scelto la Puglia. La mia risposta a chi mi chiedeva perché è sempre la stessa: i pugliesi, che sono la mia famiglia».
Gli sviluppi
Subito dopo la proclamazione, la Corte d’Appello potrebbe procedere in tempi rapidi anche alla proclamazione del nuovo Consiglio regionale. Da quel momento si aprirà la partita della formazione della Giunta. La lista degli assessori sarebbe già pronta, ma nelle ultime ore sarebbero emerse tensioni inattese. Sul tavolo ci sarebbe l’esclusione di alcuni big rieletti, a partire dalla presidente uscente del Consiglio regionale Loredana Capone e dal vicepresidente della giunta Raffaele Piemontese. Le difficoltà del neo governatore nel chiudere il cerchio sarebbero tali da spingerlo a ipotizzare un sacrificio anche tra i fedelissimi, come il consigliere regionale Francesco Paolicelli.
Per il resto, restano in campo i nomi circolati nelle ultime settimane: Donato Pentassuglia, dato in pole per la sanità; le dem Elisabetta Vaccarella e Debora Ciliento; la presidenza del Consiglio regionale che dovrebbe restare al Pd, contesa tra Toni Matarrelli e lo stesso Piemontese se dovesse restare fuori dalla Giunta. Nel Movimento 5 Stelle è in pole la tarantina Anna Grazia Angolano, con l’alternativa di Rosa Barone e la variabile Cristian Casili. Attenzione anche alla civica Per la Puglia, con Sebastiano Leo, e alla lista Decaro Presidente, che dovrebbe esprimere almeno una rappresentante.
Due infine gli assessori esterni: uno indicato da Alleanza Verdi Sinistra e il possibile ritorno di Michele Emiliano, con delega alle crisi industriali. L’unica novità che sembra già definita riguarda il sottogoverno: Vanni Marzulli, attuale presidente di Amgas Bari, sarebbe in pole per la guida di PugliaPromozione, la potente agenzia del turismo regionale guidata in questi anni da un fedelissimo di Emiliano, il barese Luca Scandale. Un primo segnale di discontinuità che accompagna l’inizio dell’era Decaro, chiamata ora a trasformare parole ed emozioni in scelte politiche concrete.









