«In Puglia un centrodestra troppo litigioso, che si è mosso con grave ritardo e che ha bisogno di iniziare a lavorare già da oggi per le prossime Regionali». Così, Francesco Giubilei, presidente di «Fondazione Tatarella» e «Nazione Futura», commenta il voto del 23-24 novembre che ha visto il centrosinistra confermare i pronostici della vigilia.
Qualche giorno fa, in un’intervista, lo storico e politologo Giovanni Orsina ha affermato, commentando il voto delle Regionali, che la classe dirigente del centrodestra è assente sul territorio e il voto di opinione non esiste più.
«In parte è vero, i cittadini sentono la classe dirigente lontana e questo lo si nota nella bassa affluenza. Tuttavia in Puglia ci sono ottimi esponenti politici di livello nazionale, penso a Raffaele Fitto su tutti. Probabilmente i leader locali si sono mossi in maniera non omogenea e soprattutto con grave ritardo. Come presidente della “Fondazione Tatarella” sono spesso in regione, mi considero pugliese di adozione, e devo dire che ho percepito una maggiore litigiosità interna nella coalizione di centrodestra rispetto ad altri territori. Quanto al voto di opinione, condivido che sia più sentito per le elezioni politiche, molto meno per le Regionali».
Sempre secondo Orsina, Meloni interviene mettendoci la faccia ed una pezza, ma questo denuncia tutta la debolezza di un sistema che si concentra in un solo luogo, lasciando attorno il deserto.
Meloni è certamente una figura molto forte, ma il centrodestra ha una buona organizzazione territoriale. Forse manca un progetto di lungo termine, ecco perché bisogna iniziare a pensare alle prossime elezioni per poterle vincere. Ma bisogna farlo già oggi, partendo dal basso, non a un mese dal voto».
L’impressione è che i candidati abbiano rinunciato a recuperare i delusi e gli assenti. Cosa che rende più facile la loro elezione con i fedelissimi.
«Può essere, ma credo che fondamentali da questo punto di vista siano le liste civiche, in grado di incanalare e inglobare parti importanti della società civile. La lista Decaro ha avuto un risultato straordinario. E’ lì che si possono andare e si devono andare a cercare i voti che mancano: nel mondo imprenditoriale, culturale, sociale o delle associazioni».
Perché il centrodestra non riesce più a vincere in Puglia?
«La Puglia è un vero e proprio paradosso. Io continuo a pensare che abbia una sensibilità anche storica di centrodestra, tuttavia continua a votare da vent’anni a sinistra. Eppure, questa volta, anche il centrosinistra era diviso, basti pensare ai veti su Emiliano e Vendola. Tuttavia Decaro è una figura realmente molto forte e radicata sul territorio, gli va dato atto».
Lei da che consiglio darebbe al centrodestra pugliese per ripartire dopo questo voto?
«Gli direi di iniziare dal lavoro quotidiano, da una maggiore presenza sul territorio e da una programmazione politica più orientata a obiettivi di lungo termine. Se un partito come il Pd non elegge una sua candidata che ha raccolto 23mila voti, capisce che paradossalmente questo è un segnale molto forte di presenza locale. Il centrodestra pugliese ha bisogno di una maggiore compattezza, deve capire che l’avversario non è al suo interno, come qualcuno crede, ma dall’altra parte».