Alleanza Verdi e Sinistra della Puglia ha depositato al Tribunale amministrativo regionale della Puglia, sede di Bari, un ricorso contro l’esito delle elezioni regionali degli scorsi 23 e 24 novembre quando, pur superando la soglia di sbarramento del 4% (precisamente il 4,10%), non ha riportato seggi, a causa di un meccanismo complicato di calcolo e assegnazione dei seggi. La legge elettorale pugliese prevede che ai fini dello sbarramento le percentuali si calcolino sui voti espressi ai candidati presidenti.
E questo ha fatto “scivolare” la percentuale. Il ricorso si basa sull’interpretazione della norma. «Lo dobbiamo ai nostri elettori, ai pugliesi e alla democrazia», spiegano Mino Di Lernia, segretario regionale di Sinistra Italiana Puglia, Rosa D’Amato, co-portavoce regionale di Europa Verde Puglia, Riccardo Rossi, co-portavoce Regionale di Europa Verde Puglia. Se il ricorso dovesse essere accolto per Avs, che ha ottenuto quasi 55 mila voti, scatterebbero due seggi che verrebbero sottratti ad altre liste della maggioranza di centrosinistra.
Anche un’altra lista centrista, a sostegno di Decaro, si trova in una situazione simile a quella di Avs. «Abbiamo sempre sostenuto che la legge elettorale regionale fosse scellerata e anche antidemocratica in quanto non rispecchia nel suo complesso la volontà degli elettori e la rappresentanza dei territori. Lo abbiamo ribadito più volte e già nella scorsa legislatura abbiamo chiesto in più circostanze al Consiglio Regionale di intervenire, ma, come è evidente, non c’è mai stata la reale volontà di mettere mano ad uno strumento malfunzionante. C’è un’intera legislatura per lavorarci – concludono – e chiediamo al neo insediato Consiglio Regionale di cominciare a farlo».
«Speriamo che il ricorso venga accolto», spiega Rossi, «perché restituirebbe un principio democratico».










