Soddisfatto del risultato referendario, il Procuratore capo della Repubblica del tribunale di Bari, Roberto Rossi.
Secondo lei per quale ragione ha vinto il no?
«Ha vinto il no perché gli italiani amano la Costituzione. Noi siamo riusciti a spiegare che la Costituzione è un perfetto equilibrio di poteri, che la Costituzione ha permesso al nostro Paese di superare grandi crisi come quelle del terrorismo e delle stragi mafiose e che l’autonomia dei magistrati è un bene prezioso per i diritti dei cittadini».
Ritiene che la magistratura con questo risultato sia stata preservata da una possibile ingerenza politica sul sistema giudiziario?
«Certo, però bisogna, sempre, vigilare perché quello di possibili ingerenze politiche è un rischio continuo delle democrazie».
Che ruolo hanno avuto i giovani in questo risultato?
«Grandissimo. Ci hanno seguiti, hanno partecipato agli incontri, hanno seguito gli youtuber, sono stati veramente eccezionali e, poi, hanno si sono attivati con incontri, con volantinaggi, sono stati veramente grandi».
Quali possono essere state le ragioni della débâcle del si, potrebbero avere influito elementi politici esterni all’argomento come, per esempio, l’aumento del carburante?
«No, io credo che non c’entra niente tutto questo. Il si ha impostato la campagna con un violenta attacco ai magistrati e questo è stato un errore perché diventa pericoloso attaccare i magistrati come categoria, i magistrati non sono migliori di altri, ma non sono neanche peggiori di altri».
Non vede un voto politico in questo risultato?
«No, non è un voto politico, è un voto sulla e per la Costituzione, ha vinto la Costituzione».