Sei mesi di legislatura, ed è già tempo di pagelle. A dare i voti ai consiglieri regionali pugliesi, questa volta, non sono gli elettori, né i partiti, ma i numeri.
Sul sito istituzionale del Consiglio regionale è stato pubblicato il primo report sulle presenze e le assenze nelle sedute dell’Assemblea e delle Commissioni. Una fotografia del periodo febbraio-giugno 2026 che incorona gli stachanovisti di via Gentile, mette in fila chi ha collezionato più assenze ingiustificate e certifica, almeno per ora, un deciso cambio di passo rispetto alla coda della precedente legislatura.
La maglia nera per le assenze ingiustificate nelle Commissioni va a Giuseppe Fischetti, presidente del gruppo Prossima, che ne conta 6 su 30 sedute. Alle sue spalle Rossella Falcone, consigliera del Pd, con 5 assenze su 22, e Ubaldo Pagano, anche lui del Pd, con 4 assenze su 31. A quota tre figurano invece Nicola Rutigliano, di Prossima, e Giampaolo Vietri, di Fratelli d’Italia.
Il report consegna anche una nutrita pattuglia di consiglieri a presenza piena. In testa, per numero assoluto di riunioni, c’è Ruggiero Passero, capogruppo di Per la Puglia, con un percorso immacolato: 30 presenze su 30. Seguono Antonio Tutolo, dello stesso gruppo, Maria La Ghezza, capogruppo del Movimento 5 Stelle, e Domenico De Santis, del Pd, tutti con 22 presenze su 22. Percorso netto anche per il capogruppo del Pd Stefano Minerva e per Tommaso Scatigna, consigliere di Fratelli d’Italia, entrambi a quota 21 su 21. Chiude il gruppo degli stakanovisti con almeno venti sedute Cosimo Borraccino, del Pd, presente 20 volte su 20.
Più giù altri stachanovisti, ma con un numero minore di sedute. Una classifica politicamente trasversale, che premia maggioranza e opposizione e dimostra come, almeno sul terreno della partecipazione ai lavori delle Commissioni, non esista una linea di confine tra i due schieramenti. Il dato forse più significativo arriva però dall’Aula.
Nelle sedute del Consiglio regionale, infatti, tutti i consiglieri risultano presenti oppure assenti con regolare giustificazione. Nessuna fuga di massa e, soprattutto, nessuna paralisi istituzionale. Una totale inversione di tendenza rispetto agli ultimi mesi dell’era Emiliano, quando il Consiglio regionale aveva vissuto una lunga stagione di sedute saltate, rinvii e numeri legali mancati.
La nuova legislatura, almeno nei suoi primi sei mesi, sembra aver ritrovato una maggiore disciplina. Merito anche di equilibri politici ancora freschi, di una maggioranza che non può permettersi passi falsi all’inizio del mandato e di un’opposizione intenzionata a presidiare ogni terreno di scontro. E proprio oggi la presenza sui banchi conterà più del solito. In via Gentile è attesa la seduta monotematica sulla sanità, primo vero scontro politico ad alta intensità della legislatura.
Il centrodestra, con il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro e quello di Forza Italia Paride Mazzotta in prima linea, è pronto a mettere sotto accusa il governatore, Antonio Decaro, e l’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia, sul disavanzo sanitario da circa 350 milioni di euro, sull’aumento dell’Irpef e sulle falle dell’assistenza. La maggioranza proverà invece a trasformare la difesa in contrattacco, rivendicando l’operazione verità sui conti e le prime misure di risanamento. Sul tavolo finiranno anche liste d’attesa, carenza di personale, 118, Pronto soccorso e ritardi della sanità territoriale.
