Dal 2023, Riggio è amministratore delegato della Società Gestione Aeroporto Palermo (Gesap), che controlla lo scalo aeroportuale «Falcone-Borsellino» di Punta Raisi, ma il suo nome è legato alla decennale guida dell’Ente Nazionale Aviazione Civile (Enac): una stagione segnata da molte polemiche – famoso lo scontro con la compagnia low cost Ryanair e la vicenda dei biglietti Wind Jet – ma anche di una fase di forte trasformazione, caratterizzata da una crescita significativa del numero di passeggeri e movimenti.
Presidente le compagnie gestite dai privati possono essere la svolta nel trasporto aereo?
«Sono da sempre favorevole all’ingresso dei privati nel settore, perché portano innovazione manageriale, ma soprattutto denaro fresco che è sempre importante in questo settore che ha sempre subito una certa inerzia degli enti pubblici».
Ma secondo lei ci sono i margini per operare nel settore aereo dalla Puglia?
«Non conosco i termini del progetto, ma credo che gli imprenditori pugliesi che hanno messo su l’iniziativa hanno le idee chiare e sanno ciò che vogliono, perché non ho mai incontrato un imprenditore che non pensi ai margini di guadagno».
Dalla sua esperienza che ruolo potrebbe giocare la Puglia nel settore aereo?
«Direi importante, non solo per i flussi turistici. Penso che ci sarebbero margini per operare verso i paesi mediorientali e nordafricani, ma oggi devi costruirti nicchie di mercato se vuoi sopravvivere e intercettare un mercato che continua a crescere e che può garantire interessanti sviluppi se implementato con le altre infrastrutture».
Lei crede nei margini operativi dei piccoli scali aeroportuali?
«Dipende da come si vuole usarli, se si vuole fare degli scali condominiali non serviranno a nulla, se invece si punta a interconnessioni sulla mobilità il discorso è molto più interessante».
Presidente prenderebbe un aereo per Foggia o Taranto?
«Certo, senza problemi. Il tema è: per vacanza o lavoro? Da lì si capisce cosa vuoi fare delle piste che hai a disposizione».









