A fine 2025, la Puglia conta 165.797 cittadini stranieri residenti, pari al 4,3% della popolazione regionale. I dati emergono dalla 36ª edizione del Dossier Statistico Immigrazione, curato dal Centro Studi Idos con il Centro Studi Confronti e presentato a Bari. La regione registra un incremento del 6,9% rispetto al 2024, un ritmo quasi doppio rispetto alla media nazionale (+3,5%). A livello territoriale, Bari guida per numero di presenze (49.111), mentre Foggia si attesta prima per incidenza sulla popolazione (6,7%). La crescita più marcata appartiene a Taranto (+8,8%).
L’analisi evidenzia un profilo occupazionale dai forti contrasti. Il tasso di attività (59,2%) e quello di occupazione (52,6%) degli stranieri superano quelli degli italiani (56,7% e 50,9%). Tuttavia, ben il 50,8% degli immigrati è impiegato in professioni manuali non qualificate, una percentuale cinque volte superiore rispetto ai residenti italiani (10,4%) e ben distante dalla media nazionale degli stranieri (29,9%). Il lavoro dipendente assorbe l’86,3% della forza disco-straniera, concentrandosi soprattutto in agricoltura (39,7%), servizi (45%) e lavoro domestico (16,4%), mentre resta ridotto l’impiego nell’industria (15,3%). Sul fronte dell’istruzione, si contano 21.177 studenti con cittadinanza non italiana (4% del totale). Oltre la metà è nata in Italia — con un picco del 70,2% nella scuola dell’infanzia —, segno evidente di un profondo radicamento delle famiglie sul territorio.
