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Puglia, l’economia frena: persi 10mila posti di lavoro. Carrieri: «Via 40mila studenti, smontato il racconto luccicante»

«Poche luci e molte ombre». È una fotografia in chiaroscuro, a tratti impietosa, quella scattata dall’Osservatorio Economico di AFORISMA (School of Future) nel nuovo report 2025 sull’economia pugliese, presentato questa mattina nella sala consiliare del Comune di Bari. I dati smontano la narrazione di una regione in perenne ascesa: la Puglia rallenta, e lo fa…
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«Poche luci e molte ombre». È una fotografia in chiaroscuro, a tratti impietosa, quella scattata dall’Osservatorio Economico di AFORISMA (School of Future) nel nuovo report 2025 sull’economia pugliese, presentato questa mattina nella sala consiliare del Comune di Bari. I dati smontano la narrazione di una regione in perenne ascesa: la Puglia rallenta, e lo fa in modo significativo.

I numeri della frenata

Nei primi nove mesi del 2025, dopo anni di segno più, l’export regionale ha registrato una flessione dello 0,76%. Ancora più allarmante il dato sull’occupazione: tra il 2024 e il 2025 sono andati in fumo quasi 10mila posti di lavoro (-0,93%), mentre il Pil regionale si ferma a una previsione di crescita dello 0,50%, esattamente la metà dell’1% nazionale.

In questo scenario, Bari si conferma l’eccezione, o meglio, l’argine. La provincia concentra oltre il 50% delle esportazioni regionali (3,66 miliardi di euro su 7,22 totali) e un terzo della popolazione, vantando l’unico mercato del lavoro in lieve crescita della regione. Tuttavia, la tenuta non è scontata: anche l’export della Terra di Bari segna un -2,46%, evidenziando una pericolosa polarizzazione tra pochi lavori qualificati e tanta occupazione a bassa produttività.

La fuga di cervelli

Al tavolo, che ha visto gli interventi di Mario Aprile (Confindustria), Leonardo Patroni Griffi (BPPB) e del prof. Valerio Potì (Università di Dublino), è stato Giuseppe Carrieri, vicepresidente della Commissione Sviluppo Economico e organizzatore dell’evento, a lanciare l’allarme più duro. «Il dato più drammatico – ha dichiarato Carrieri – sono i 40mila studenti pugliesi iscritti in università di altre regioni. Questo numero smonta il racconto di una Puglia luccicante. Abbiamo enormi problemi di denatalità, emigrazione giovanile e povertà delle famiglie che devono tornare a essere la vera priorità per ogni amministratore. Conoscere per deliberare: servono scelte rapide, non slogan».

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