La maggioranza blinda la rotta economica della legislatura, l’opposizione boccia quella che definisce una «Puglia immaginaria». È stato un confronto politico acceso quello andato in scena ieri nel Consiglio regionale, culminato con il via libera alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (Nadefr) 2026-2028, il principale atto di programmazione che fissa il perimetro entro cui si muoveranno bilancio, investimenti e politiche pubbliche della Regione nei prossimi anni. Dopo quasi due ore di dibattito, l’Aula ha approvato il provvedimento con 30 voti favorevoli, confermando la compattezza della maggioranza guidata dal presidente Antonio Decaro.
La Nadefr aggiorna il Documento di economia e finanza regionale alla luce dell’evoluzione del quadro nazionale e internazionale, integrando la programmazione con gli indicatori del Benessere equo e sostenibile (Bes) dell’Istat e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030, che diventano il riferimento per la valutazione delle politiche regionali. A rivendicare i risultati è stato l’assessore al Bilancio Sebastiano Leo, che ha descritto una Puglia «matura, resiliente e strutturalmente solida», nonostante le tensioni geopolitiche, il rallentamento dell’economia europea e i nuovi vincoli di finanza pubblica imposti dall’Unione europea. Secondo Leo, il Pil regionale è cresciuto dell’8,2% tra il 2019 e il 2023, performance superiore sia alla media del Mezzogiorno sia a quella nazionale, mentre anche il dato del 2024 (+0,8%) avrebbe fatto meglio della media italiana.
L’assessore ha inoltre evidenziato il miglioramento del mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione sceso al 9,5%, indicando però tra le priorità il sostegno ai comparti industriali in difficoltà e l’accelerazione delle filiere più dinamiche. Il via libera è stato sostenuto convintamente anche dalle forze di maggioranza. Il Movimento 5 Stelle ha salutato positivamente l’impianto metodologico del documento, fondato sui principi dello sviluppo sostenibile, chiedendo ora di tradurre gli obiettivi in interventi concreti su ambiente, contrasto alle disuguaglianze, transizione ecologica, tutela delle risorse idriche e del mare. Sulla stessa linea il Partito democratico. Il segretario regionale e consigliere Domenico De Santis ha rivendicato il primato della Puglia, definendola l’unica Regione italiana ad aver integrato gli indicatori di sviluppo sostenibile nella programmazione economico-finanziaria. Per De Santis la sfida sarà ora reperire risorse adeguate, rispettare i vincoli europei e garantire occupazione stabile e di qualità, con particolare attenzione a giovani e donne.
Di tutt’altro tenore gli interventi dell’opposizione. Fratelli d’Italia ha parlato apertamente di una rappresentazione distorta della realtà pugliese, accusando il centrosinistra di descrivere una Regione che «non esiste» e di non avere una reale strategia per affrontare le criticità future. Nel mirino soprattutto la sanità, con i consiglieri meloniani che hanno contestato la ricostruzione della maggioranza sul disavanzo sanitario, tornando a chiedere una commissione d’inchiesta regionale per analizzare nel dettaglio le cause dell’aumento della spesa. «Se tutto è stato gestito correttamente – è la sfida lanciata dai consiglieri di FdI – non c’è alcun motivo per opporsi a un controllo approfondito». Anche Forza Italia ha espresso voto contrario. Il consigliere Marcello Lanotte ha sostenuto che la Nadefr non rappresenta un semplice adempimento tecnico, ma la fotografia della direzione politica della Regione, denunciando quella che ha definito una continuità con vent’anni di governi regionali di centrosinistra senza un cambio di passo.
La seduta si è chiusa anche con l’approvazione di due provvedimenti di rilievo. Il Consiglio ha dato il via libera alla nuova legge regionale sul sistema integrato di educazione e istruzione da zero a sei anni, che recepisce la riforma nazionale e punta a superare la frammentazione tra nidi e scuole dell’infanzia, rafforzando i coordinamenti pedagogici territoriali, la programmazione dei poli per l’infanzia e il sostegno alle famiglie. La presidente della VI Commissione, Annagrazia Angolano, ha parlato di una «cornice normativa moderna e inclusiva», frutto di un percorso condiviso anche con le opposizioni. L’Aula ha inoltre prorogato fino al 30 giugno 2029 il fermo biologico del riccio di mare, introducendo un sistema permanente di monitoraggio scientifico e un tavolo tecnico che accompagnerà la ricostituzione della specie. La legge, approvata a maggioranza con due voti contrari, conferma la linea già avviata nel 2023 e successivamente ritenuta legittima anche dalla Corte costituzionale, con l’obiettivo di coniugare tutela dell’ecosistema marino e salvaguardia della pesca professionale. Una seduta che, tra programmazione economica, welfare e tutela ambientale, ha offerto il primo vero banco di prova politico della nuova stagione amministrativa della Regione.
