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Puglia e Basilicata premiano i progetti capaci di ridisegnare spazi, paesaggi e comunità

A Bari assegnati i riconoscimenti “In/Architettura 2026” scelti tra 138 candidature. Un viaggio tra recupero, innovazione e nuove forme dell’abitare

Puglia e Basilicata premiano i progetti capaci di ridisegnare spazi, paesaggi e comunità
Il presidente di “Inarch Puglia”, l’architetto Mauro Lanotte, consegna il premio «Intervento di nuova costruzione» a progettisti, committenti e impresa del Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano

Non le archistar, ma la qualità dell’opera e del lavoro di squadra tra progettisti, committenti e imprese. È stato questo il filo conduttore della cerimonia dei Premi In/Architettura 2026 per Puglia e Basilicata, che si è svolta ieri pomeriggio allo Spazio Murat di Bari. In gara 138 progetti, 123 pugliesi e 15 lucani; i vincitori accederanno ora alla fase nazionale, in programma il 13 novembre a Venezia, nella sede della Biennale di Architettura a Ca’ Giustinian.

Nuove costruzioni

Per la Puglia, il Premio In/Architettura 2026 nella categoria «Intervento di nuova costruzione» è andato al Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, firmato da Pinearq e Saito. La giuria ne ha sottolineato la capacità di coniugare innovazione sanitaria, qualità architettonica e sostenibilità, assumendo il paesaggio come elemento generatore del progetto. Ulivi e carrubi monumentali entrano nel rapporto tra edificio e territorio, mentre luce naturale, aria, verde e qualità degli spazi sono pensati per rendere l’ambiente ospedaliero più accogliente e centrato sulla persona.

In Basilicata ha vinto il Complesso parrocchiale San Gerardo Maiella di Rionero in Vulture, progettato dall’architetto Michele Antonio Schirò. Il progetto interpreta il complesso religioso come nuova centralità urbana e catalizzatore sociale: chiesa, piazza, sagrato e impianti sportivi costruiscono un luogo di aggregazione per la periferia. All’esterno i volumi curvilinei cercano un equilibrio con il paesaggio; all’interno luce, legno, intonaco bianco e arredi liturgici in pietra calcarea definiscono uno spazio raccolto e contemporaneo.

Le menzioni

Tre le menzioni speciali pugliesi per le nuove costruzioni. Asclepios III del Policlinico di Bari, di Pinearq e Manens, è stato segnalato per la chiarezza dell’impianto funzionale, l’integrazione tra architettura, tecnologia e sostenibilità e l’attenzione agli spazi di cura. La Chiesa parrocchiale di San Girolamo, di Netti Architetti, per la capacità di tenere insieme architettura sacra, spazio pubblico e dimensione comunitaria. Casa C, di Corsaro Architetti nelle campagne di Ostuni, per la rilettura contemporanea della casa a corte mediterranea e il rapporto tra pietra locale, luce e paesaggio della Valle d’Itria.

Riuso e memoria

Nella categoria dedicata alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, il premio pugliese è stato assegnato alla Fondazione Biscozzi Rimbaud di Lecce, progetto di Arrigoni Architetti. L’intervento trasforma un edificio storico in spazio museale senza cancellarne la memoria: recupera la pietra leccese e i caratteri originari, inserendo i nuovi ambienti destinati all’arte attraverso un linguaggio contemporaneo misurato, affidato soprattutto alla qualità dello spazio, della luce e del dettaglio. Per la giuria è un esempio di equilibrio tra conservazione e trasformazione.

Per la Basilicata il riconoscimento è andato al Pianelle Resort di Matera, dell’architetto Domenico Fiore. Nel cuore del Sasso Caveoso, l’intervento recupera antiche case contadine, spazi scavati, cisterne, vicinati e percorsi del rione Pianelle, trasformandoli in una struttura ricettiva senza alterare la leggibilità delle stratificazioni storiche. La motivazione valorizza la capacità di introdurre una funzione contemporanea restando fedele ai materiali e alla «verità» dei Sassi.

Anche qui non sono mancate le menzioni. Casa in Piazza di (dp) Studio, a Sammichele di Bari, è stata indicata per il dialogo tra trasformazione dell’esistente, memoria e tessuto urbano; Idume Mediterranean Spa di Flore&Venezia, negli spazi ipogei del Patria Palace di Lecce, per il rapporto tra preesistenza storica, luce, travertino e qualità sensoriale. In Basilicata, Cantina Barone Rotondo degli architetti Schirò + Cutillo e Michele Antonio Schirò è stata segnalata per il recupero di antichi spazi ipogei scavati nella roccia vulcanica e trasformati in cantina e luoghi di degustazione.

Gli altri premi

Il Premio alla carriera per la Puglia è stato conferito a Giuseppe Radicchio, per un percorso tra professione, ricerca e insegnamento, con una lunga attività alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari e con opere tra cui il lavoro, insieme ad Angelo Ambrosi, sul complesso di Santa Scolastica. In Basilicata il riconoscimento è andato a Luciano Mastroberti, protagonista dell’architettura e dell’urbanistica lucana, già presidente dell’Ordine degli Architetti di Potenza e autore di opere pubbliche, scuole e piani urbanistici. Il Premio alla memoria è stato assegnato ad Arturo Cucciolla, per il contributo alla cultura architettonica, alla trasformazione di Bari e ai temi della riqualificazione e della rigenerazione urbana. Il Premio Bruno Zevi per la diffusione della cultura architettonica ha infine premiato Sou – Scuola di Architettura per Bambini, per aver trasformato il progetto in strumento educativo e di cittadinanza, e la casa editrice Librìa di Melfi, attiva dagli anni Novanta nella diffusione di studi, monografie e riflessioni su architettura, paesaggio e design.