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Puglia, Di Sciascio: «Dovremo puntare su innovazione e formazione» – L’INTERVISTA

Difficile per il professor Eugenio Di Sciascio, ex rettore del Politecnico, ex vicesindaco e assessore alla trasformazione digitale nell’ultima giunta comunale di Bari a guida Decaro, nascondere la propria gioia per nomina ad assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro.

Assessore Di Sciascio, pare proprio che Decaro non possa fare a meno di lei, è così?

«Provo gratitudine e per questo provo anche un forte senso di responsabilità. E’ una delega importante per il futuro della regione, sento la responsabilità di fare bene».
L’Italia ancora non ha una politica industriale, mentre la Regione, con la sua delega evidentemente l’avrà.

Allora su cosa intende puntare?

«Non ci sono le bacchette magiche, non solo la Puglia ma l’Italia vive in un periodo di grande incertezza quella che si chiama incertezza geopolitica. Tante certezze le abbiamo perse. Credo che la strategia debba essere basata sull’attenzione a tutti i territori, la Puglia è lunga ma è una e quindi grande attenzione alle province meno vicine a Bari e dovremo puntare il più possibile sull’innovazione. L’obiettivo è essere attrattivi, avremo una strategia di attrazione di nuovi investimenti e anche di integrazione delle vari attori che svolgono questo ruolo in regione. L’altra cosa è unire la formazione con lo sviluppo economico. Questo potrà essere un fattore abilitante per il futuro dello sviluppo ti. Oggi sviluppo e formazione devono trovare una sinergia».

D’altronde lei è stato rettore del Politecnico ed è tuttora professore, sa bene quanto conti la formazione.

«Oggi non è che puoi competere sul costo del denaro o sul costo del lavoro, devi competere sulla produttività e sull’innovazione».

Assessore, due dossier sono particolarmente «caldi», l’ex Ilva e poi la Natuzzi. Quali saranno le sue prime mosse?

«Quello dell’ex Ilva, l’ha detto chiaramente anche il presidente Decaro è un problema non solo nazionale probabilmente europeo, da un lato diciamo la siderurgia è un asset strategico del Paese, dall’altro non abbiamo neanche la forza di provare a risolverlo da noi. E’ chiaro che anche l’unica attuale proposta di acquisizione va capita bene soprattutto nel rispetto di chi ci lavora e della città».

Professore però la Regione dovrebbe pure fare la sua parte e occorre capire se resta valida la strada della decarbonizzazione e il primo a parlarne in questo senso è stato l’ex governatore Emiliano.

«In termini di investimenti, di posti di lavoro e della capacità produttiva, ci vuole un impegno non soltanto della Regione. E’ un tema italiano e europeo».

E per la Natuzzi, azienda che ha ricevuto diversi milioni di euro dalla Regione in un ventennio?

«Su questo mi deve dare il tempo di approfondire perché è una crisi in qualche modo storica. Allo stesso tempo Natuzzi è storia di questo territorio».

Fra le sue deleghe quella delle piccole imprese.

«Che sono il nerbo del nostro territorio e ci sarà una maggiore attenzione a supportare gli investimenti innovativi dalle micro alle piccole e medie imprese, su questo lavoreremo».

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