Da superfici asfaltate a nuovi spazi verdi. La Puglia prova a riscrivere il destino delle sue aree degradate partendo da un investimento di 50 milioni di euro. È questo il fulcro del bando regionale per la rinaturalizzazione dei suoli urbani e periurbani, finanziato nell’ambito del Fondo per il contrasto al consumo di suolo, di cui è stata approvata in via provvisoria la graduatoria delle istanze ammesse.
Si tratta di un intervento strategico che punta a invertire processi di degrado diffusi, agendo su superfici abbandonate, impermeabilizzate o inquinate. Il meccanismo è quello del contributo a fondo perduto fino al 100 per cento delle spese ammissibili, a sostegno di progetti presentati dagli enti locali per il recupero ecologico dei territori.
Nel dettaglio, gli interventi finanziati riguardano la rimozione di superfici artificiali, il ripristino della permeabilità del terreno, la bonifica di aree contaminate, la piantumazione di vegetazione autoctona e la creazione di vere e proprie infrastrutture verdi. Un insieme di azioni che punta sia a restituire valore ambientale ai suoli, sia a contrastare in maniera decisa fenomeni sempre più evidenti come le isole di calore e la perdita di biodiversità.
La misura coinvolge numerosi Comuni pugliesi, da nord a sud della regione. Fra questi ci sono Massafra, Biccari, Trinitapoli, Gravina di Puglia, Casamassima, Foggia, Alberona, Brindisi, Castrignano de’ Greci, Gallipoli, Barletta, Melissano, Trepuzzi, Sannicola, Capurso, Bari, Andria e Pietramontecorvino. Un mosaico di interventi che spazia dalla deimpermeabilizzazione di aree urbane alla realizzazione di micro-foreste e dai corridoi ecologici a nuovi parchi pubblici, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei residenti.
«Non parliamo solo di limitare nuove costruzioni – dice l’assessora regionale all’Urbanistica e Casa, Marina Leuzzi – ma di recuperare ciò che è stato compromesso, come aree abbandonate, superfici asfaltate, spazi che attualmente non svolgono alcuna funzione e che invece possono tornare a essere utili per le comunità. È una visione che mette insieme rigenerazione, sostenibilità e qualità della vita, restituendo valore a luoghi oggi marginali e rafforzando il legame tra ambiente e cittadini».