Il Ministero della Cultura ha approvato il programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028, un piano che mobilita complessivamente 178,5 milioni di euro per 883 interventi in tutta Italia, con uno stanziamento di oltre 43,5 milioni già previsto per il solo 2026.
Le risorse, finanziate con fondi ordinari di bilancio, sono state incrementate rispetto al precedente triennio e disegnano una geografia precisa delle priorità: oltre la metà dei fondi è destinata al patrimonio architettonico e storico-artistico, seguito da archeologia, archivi e biblioteche, secondo una ripartizione che conferma la centralità della tutela e della manutenzione del patrimonio diffuso.
Su scala nazionale, la quota più rilevante delle risorse nel triennio è destinata al Lazio, seguito da Piemonte e Campania, mentre le altre regioni si distribuiscono lungo una fascia intermedia con finanziamenti più contenuti ma diffusi su numerosi interventi. È in questo quadro che si colloca la Puglia, beneficiaria di poco più di 7,3 milioni di euro tra il 2026 e il 2028, pari a poco più del quattro per cento del totale nazionale, con 33 progetti finanziati.
Cantieri e restauri
Il primo dato che emerge osservando il dettaglio degli interventi pugliesi è il peso del settore architettonico e storico-artistico, che assorbe oltre la metà delle risorse. Qui si concentrano i lavori più consistenti, a partire dal completamento del restauro di Palazzo Palmieri a Monopoli, uno dei progetti economicamente più rilevanti, e dal restauro del campanile della Cattedrale di San Sabino a Bari, intervento che riguarda uno dei simboli più riconoscibili del romanico pugliese.
Accanto a questi cantieri maggiori si sviluppa una rete di interventi diffusi: restauri di chiese e complessi storici, consolidamenti strutturali, manutenzioni e recuperi che toccano diversi territori, dalla Capitanata al Salento, passando per l’area barese e jonica. È una programmazione che privilegia la cura del patrimonio esistente e la prevenzione del degrado, più che la realizzazione di nuove strutture.
Archivi e biblioteche
Un secondo filone significativo riguarda gli archivi, con interventi concentrati in particolare sull’Archivio di Stato di Bari: manutenzione delle coperture, adeguamento degli impianti e, soprattutto, progetti di valorizzazione come la digitalizzazione del fondo fotografico Michele Ficarelli, che documenta decenni di storia attraverso le immagini legate anche alla vita civile e politica del territorio.
Nel settore bibliotecario, le risorse sono destinate principalmente alla Biblioteca Nazionale di Bari, con lavori sugli impianti, interventi per la conservazione dei materiali e il recupero di fondi speciali. Anche in questo caso l’obiettivo è rafforzare strutture già esistenti, rendendole più efficienti e adatte alla tutela del patrimonio librario.
Archeologia diffusa
La quota destinata all’archeologia finanzia interventi distribuiti in più province, tra cui la tutela e la valorizzazione dell’area della Grotta di Lamalunga ad Altamura e il recupero di siti come la Tomba della Medusa nel foggiano. Si tratta in molti casi di lavori di manutenzione programmata e di messa in sicurezza, fondamentali per garantire la conservazione di un patrimonio spesso fragile e disseminato sul territorio.
Nel complesso, la fotografia che emerge dal piano triennale restituisce un’immagine della Puglia in cui la spesa pubblica per la cultura si concentra soprattutto sulla tutela, sulla conservazione e sulla manutenzione del patrimonio materiale e documentario. Una scelta che privilegia la continuità e la cura dei luoghi della memoria, e che suggerisce come, almeno in questa fase, il futuro della cultura passi soprattutto dalla capacità di proteggere e rendere accessibile ciò che già esiste, trasformando restauri, archivi e biblioteche in infrastrutture vive della conoscenza.










