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Puglia, altolà a 360 stabilizzazioni previste nell’Arif: «Percorsi graduali e senza illusioni»

Un percorso graduale, senza scorciatoie e senza illusioni. È questa la linea emersa ieri in II Commissione consiliare alla Regione, durante l’audizione sulla situazione di Arif, chiamata a fare i conti con il nodo più delicato: il futuro dei lavoratori precari e l’assetto organizzativo dell’ente.

Il punto di partenza è netto: allo stato attuale non esistono le condizioni normative per una stabilizzazione generalizzata degli operai a tempo determinato. Parliamo di circa 360 lavoratori che, pur maturando con la stagione in corso circa 18 mesi di anzianità, non raggiungono i requisiti richiesti dalla normativa nazionale per l’avvio di percorsi di assunzione stabile.

Un limite che chiude la porta alle soluzioni immediate, ma impone alla politica di muoversi su un terreno più realistico. Da qui la strategia illustrata dall’Agenzia: trasformazioni progressive dei contratti verso il tempo indeterminato, con una programmazione scandita nel triennio – 20 unità nel 2026, 15 nel 2027, 10 nel 2028 – numeri destinati a essere aggiornati nel piano del fabbisogno.

Parallelamente, è previsto un rafforzamento complessivo della macchina amministrativa con 85 unità tra nuove assunzioni e progressioni interne, includendo figure tecniche e amministrative. «Serve serietà e verità», ha tagliato corto il capogruppo Pd, Stefano Minerva. Tradotto: niente promesse irrealizzabili. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Ubaldo Pagano, che non nasconde le criticità: «Il quadro è complesso, oggi riusciamo a dare risposte solo a una parte dei lavoratori. Le stabilizzazioni dipendono da norme nazionali e vincoli finanziari stringenti».

Ma il ruolo dell’Agenzia resta strategico: prevenzione incendi, manutenzione del territorio, gestione delle infrastrutture idriche. «Serve investire di più, anche sulle figure tecniche, perché senza una struttura forte non si migliora il servizio». Per il consigliere Giovanni Vurchio: oltre 30 milioni di euro investiti devono tradursi in risultati concreti per i cittadini.

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