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Ambiente e Sostenibilità Puglia

Polveri sottili, Andria è la città pugliese più inquinata: la regione è lontana dagli standard europei

Aria più pulita entro quattro anni. È la sfida che attende la Puglia secondo il rapporto «Mal’Aria di città 2026» di Legambiente. I dati relativi al 2025 indicano Andria come la città con le concentrazioni più elevate di polveri sottili nella regione, con valori che richiederanno una riduzione significativa per rispettare i nuovi standard europei fissati al 2030.

Nel corso dell’ultimo anno, la città della Bat ha registrato una media di 24 microgrammi per metro cubo di pm10, rendendo necessaria una riduzione del 17 per cento per rientrare nei nuovi limiti europei. Le cose non vanno meglio a Barletta e a Foggia. Entrambe, con una media di 21 microgrammi per metro cubo, dovranno ridurre le concentrazioni del 5 per cento, mentre Bari, anch’essa ferma a 21 microgrammi, dovrà tagliare i livelli del 4 cento.

L’altro aspetto

Il report, tuttavia, evidenzia anche uno scenario meno critico rispetto ad altre aree del Paese, in particolare del Nord Italia. Proiettando l’andamento degli ultimi quindici anni fino al 2030, Bari e Foggia potrebbero attestarsi proprio a 20 microgrammi per metro cubo, centrando così l’obiettivo previsto dalla nuova normativa. Un risultato possibile mantenendo un trend di progressiva riduzione delle polveri sottili. Invece, la situazione si fa invece più complessa se si guarda al pm2.5, le polveri ancora più fini e pericolose per la salute, capaci di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio.

Anche in questo caso, Andria guida la classifica regionale con una concentrazione media annuale di 12 microgrammi per metro cubo. Per rispettare il nuovo limite europeo fissato a 10 microgrammi per metro cubo, la città dovrà ridurre notevolmente i valori entro quattro anni.

Al secondo posto in Puglia si colloca Lecce, anch’essa con 12 microgrammi per metro cubo e una riduzione necessaria del 13 per cento. Seguono Bari, Barletta, Brindisi, Foggia e Taranto, tutte con una media di 11 microgrammi per metro cubo e una riduzione richiesta del 9 per cento.

Sul fronte del biossido di azoto, gas inquinante legato soprattutto al traffico veicolare, Andria risulta ancora una volta la città pugliese con il valore più elevato: 24 microgrammi per metro cubo nel 2025. È l’unica città della regione che, rispetto al nuovo limite di 20 microgrammi per metro cubo, risulta oltre soglia, con una riduzione necessaria del 17 per cento. Il quadro complessivo delineato da «Mal’Aria di città 2026» restituisce, dunque, un’immagine in chiaroscuro per la Puglia.

Se da un lato la regione non presenta situazioni di emergenza paragonabili ad aree particolarmente critiche come quelle della Pianura Padana, dall’altro, l’adeguamento ai nuovi standard europei impone un’accelerazione nelle politiche ambientali, soprattutto in materia di mobilità sostenibile, efficientamento energetico e controllo delle emissioni.

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