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Pneumatici fuori uso, Confartigianato: «In Puglia è emergenza ambientale ed economica»

Il nodo centrale della questione risiede nella legislazione lacunosa che disciplina il ritiro dei Pfu, denuncia l’associazione di categoria

Pneumatici fuori uso, Confartigianato: «In Puglia è emergenza ambientale ed economica»
Da sinistra: Michele Dituri, presidente di Confartigianato Puglia, e Angelo Scamarcia, presidente degli autoriparatori di Confartigianato Puglia

«La gestione degli Pneumatici fuori uso (Pfu) in Puglia è, per l’ennesima volta, al collasso. Non si tratta di un’emergenza stagionale, ma di una crisi strutturale che si trascina da anni, aggravata da una normativa nazionale che non tiene conto della realtà produttiva e delle effettive quantità di mercato. Le imprese del comparto sono in ginocchio, l’ambiente è a rischio e la salute dei cittadini pugliesi è esposta a pericoli concreti». È quanto denuncia il presidente di Confartigianato Puglia, Michele Dituri, a nome della categoria degli autoriparatori che lancia un accorato appello al Governo nazionale, al Mase e alle istituzioni locali, per sbloccare una situazione ormai insostenibile.

Il paradosso delle quote e il blocco della riforma

Il nodo centrale della questione risiede nella legislazione lacunosa che disciplina il ritiro dei Pfu. L’attuale sistema, basato su quote di mercato assistite da contributo ambientale, esclude di fatto una fetta consistente di pneumatici presenti sul territorio, quelli cosiddetti “non assistiti da contributo ecologico“, che i consorzi autorizzati non sono tenuti a ritirare.

Questi ultimi, privi di una copertura economica, finiscono spesso per essere abbandonati o smaltiti illegalmente, alimentando un circuito pericoloso per l’ecosistema.

«Le nostre imprese – dichiara il presidente degli autoriparatori di Confartigianato Puglia, Angelo Scamarcia – sono costrette a gestire un carico insostenibile, con costi che lievitano e margini di guadagno azzerati. Nel frattempo, le proposte di riforma del sistema di ritiro, che rappresentano la presa d’atto di uno stato di crisi ormai cronico, sono inspiegabilmente ferme nei cassetti dei Ministeri competenti. Non possiamo più attendere».

La penalizzazione della Puglia e il caso Campania

A rendere la situazione ancora più drammatica per la regione è il criterio di assegnazione delle quote ritirabili. Secondo Confartigianato, la Puglia – al pari di altre regioni, come ad esempio la Calabria – sconta una penalizzazione storica dovuta a una sottostima originaria dei volumi di Pfu prodotti sul territorio. Le quote assegnate sono insufficienti a coprire il reale fabbisogno, costringendo gli operatori locali a fare i conti con un’emergenza quotidiana.

Un paradosso evidente se si guarda ad altre regioni italiane. «Ci risulta che in Campania, al contrario, le quote siano addirittura eccedenti e ad oggi inutilizzate. Questo squilibrio dimostra l’assoluta inadeguatezza del sistema attuale, che anziché garantire il servizio su tutto il territorio nazionale, crea disparità inaccettabili tra aree geografiche», continua Scamarcia.

Le richieste: quote straordinarie, ridistribuzione e riforma urgente

Di fronte a questo scenario, Confartigianato Puglia chiede interventi immediati e concreti:

  1. al Mase chiede, come già fatto in passato, di autorizzare con la massima urgenza quote di ritiro straordinarie per superare l’emergenza in corso.
  2. ai consorzi autorizzati chiede di intervenire affinché nel rispetto delle quote nazionali loro assegnate utilizzino i residui presenti in altre macroaree per assicurare continuità di servizio nelle regioni deficitarie come la Puglia.
  3. al legislatore chiede di imprimere una svolta definitiva all’iter di riforma del sistema PFU, completandolo con l’urgenza che fatti ormai noti e ripetuti da anni richiedono.
  4. ai prefetti, ai sindaci e alla Regione, infine, chiede di farsi parte attiva e pressante nei confronti dello Stato centrale, affinché la voce del territorio venga ascoltata e si giunga a una soluzione rapida per scongiurare il peggioramento della situazione.

«Non stiamo parlando solo di imprese – conclude Dituri – ma di un problema che tocca la salute pubblica e la tutela del nostro territorio. I cumuli di pneumatici abbandonati rappresentano un pericolo per gli incendi e un grave danno paesaggistico, senza contare il rischio di infiltrazioni nel suolo. Chiediamo a tutte le forze politiche e istituzionali di unire le forze per risolvere questa annosa questione. La Puglia non può più aspettare».