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Piani urbanistici rimasti al palo, dalla Regione Puglia pronte le risorse

Troppi Comuni pugliesi sono ancora senza un piano urbanistico aggiornato, bloccati tra strumenti vecchi e iter mai conclusi. Per questo la Regione prova a correre ai ripari con una nuova delibera che mette a disposizione fondi per sostenere la redazione dei Piani urbanistici generali (Pug) e rimettere in moto la pianificazione del territorio. Non sono…
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Troppi Comuni pugliesi sono ancora senza un piano urbanistico aggiornato, bloccati tra strumenti vecchi e iter mai conclusi. Per questo la Regione prova a correre ai ripari con una nuova delibera che mette a disposizione fondi per sostenere la redazione dei Piani urbanistici generali (Pug) e rimettere in moto la pianificazione del territorio. Non sono pochi, infatti, i centri ancora privi di strumenti aggiornati: realtà come Triggiano, Capurso o Santeramo in Colle continuano a fare i conti con piani datati o con iter mai completati, mentre in altri casi si procede ancora con strumenti urbanistici ereditati dagli anni ’80 e ’90.

I criteri

Il provvedimento regionale introduce criteri selettivi precisi per l’accesso ai finanziamenti. Priorità ai Comuni che non hanno mai beneficiato di contributi regionali per il Pug e a quelli che hanno almeno avviato il percorso con l’«Atto di indirizzo» o il «Documento programmatico preliminare» prima delle modifiche alla legge regionale 20 del 2001. Un filtro tecnico che premia chi è già in una fase avanzata e può arrivare più rapidamente all’approvazione. Elemento centrale resta la coerenza con il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, vincolo che impone una visione integrata tra sviluppo e tutela.

La scelta politica

Ma la vera svolta è nella scelta politica: fondi destinati soprattutto ai piccoli Comuni, alle aree interne e ai contesti più fragili, dove spesso mancano risorse tecniche e finanziarie per affrontare la pianificazione. Il tema si intreccia inevitabilmente con il «Piano Casa» pugliese, utilizzato negli ultimi anni come strumento tampone per consentire ampliamenti e interventi edilizi in assenza di una pianificazione organica. Una misura straordinaria che, nel tempo, ha finito per sostituire di fatto la programmazione urbanistica, generando interventi puntuali, ma senza una visione complessiva del territorio. È proprio questo il nodo: senza Pug aggiornati, lo sviluppo resta frammentato, affidato a deroghe e norme emergenziali. Con il rischio di aumentare il consumo di suolo senza una strategia e di perdere occasioni di rigenerazione urbana.

«Questa delibera segna l’inizio di un percorso per sostenere i Comuni che vogliono dotarsi di uno strumento capace di definire priorità e strategie», spiega l’assessora alla Pianificazione Marina Leuzzi. «Partiamo dai territori più piccoli e fragili, consapevoli che le risorse sono limitate, ma con l’obiettivo di rafforzare la pianificazione».

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