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Palermo, terrorizzavano la città con i kalashnikov: ordini dal carcere di Trani e armi dalla Puglia – VIDEO

A Palermo i carabinieri hanno eseguito 22 provvedimenti di fermo (di cui 7 notificati in carcere) per l’escalation criminale che da mesi terrorizza la città.

L’indagine, coordinata dalla Procura con la Direzione distrettuale antimafia guidata da Maurizio De Lucia, colpisce il mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo. Nonostante il clima di forte paura, solo due vittime hanno denunciato il racket.

A capo ci sarebbe stato il trafficante Salvatore Verga, 36 anni, che dal carcere di Trani avrebbe impartito ordini ai “picciotti” tramite uno smartphone illegale. Sul telefono dell’indagato Salvatore Piazza, il numero di Verga era memorizzato con l’emoticon di due bombe.

Le armi utilizzate per i colpi sarebbero arrivate in Sicilia dalla Puglia.

Il 25 maggio 2026 il boss scriveva a Piazza per ordinare un attentato alla Sicily By Car: «Prenditi ki vuoi. L’importante ke bruciaaa tuttooo».

Agli indagati si contestano reati che vanno dall’estorsione al traffico di droga allo Zen 2, fino alla detenzione di armi da guerra.

Le indagini hanno beneficiato delle rivelazioni del nuovo pentito Alessio D’Agostino, arrestato il 20 marzo 2026. Il collaboratore ha descritto Verga come un leader forte e ha svelato la provenienza pugliese dell’arsenale della banda: «Li ha fatti arrivare sempre Verga dalla Puglia, i K47 sono come… 7.65».

Sul fronte del pizzo, decisiva la denuncia di un imprenditore che ha confermato una richiesta di 5mila euro, poi ridotta a 3mila e pagata in due rate. La vittima ha consegnato i video in cui i fermati Andrea Perugia e Massimiliano Clemente lo minacciavano dicendo: «Sai cosa sta succedendo agli altri». Perugia era un cliente abituale del negozio. L’operazione è la seconda tranche di un’inchiesta che a giugno aveva già portato a 8 fermi.