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No vax a scuola: «Non ha senso». Domani il rientro dei docenti dopo la sospensione

Tutti i 600 docenti pugliesi e lucani che erano stati sospesi dall’attività d’insegnamento perché no-vax si preparano a tornare a scuola. Ma non in cattedra. A stabilirlo è il nuovo decreto legge (24/2022) - già pubblicato in Gazzetta Ufficiale - con cui si è deciso che a seguito della fine dello stato d’emergenza (fissato per…
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Tutti i 600 docenti pugliesi e lucani che erano stati sospesi dall’attività d’insegnamento perché no-vax si preparano a tornare a scuola. Ma non in cattedra. A stabilirlo è il nuovo decreto legge (24/2022) – già pubblicato in Gazzetta Ufficiale – con cui si è deciso che a seguito della fine dello stato d’emergenza (fissato per oggi, ndr), debba ritenersi “terminata la sospensione” e che pertanto possano tornare in servizio i professori e tutti gli operatori di settore (Ata e amministrativi) che fino a questo momento non si sono sottoposti alla vaccinazione anti-Covid, indipendentemente dalle personali ragioni.

E così, previa esibizione del Green pass base (che si ottiene solo con l’esecuzione di un tampone), i docenti e gli operatori del settore potranno riprendere la propria attività, anche se con compiti diversi dall’insegnamento. Ma quali, per la precisione? Questo non è stato ancora chiarito, seppur il Dl all’articolo 8, stabilisca che quantunque resti immutato l’obbligo vaccinale per gli insegnanti fino al 15 giugno, tutti i presidi non potranno impedire ai maestri e ai professori no vax l’ingresso in istituto, salvo l’obbligo, in capo agli stessi dirigenti, di destinare “il docente inadempiente in attività di supporto all’istituzione scolastica”.
Di conseguenza, i no vax non dovranno neanche incontrare nei corridoi i ragazzi? Difficile. Per questo motivo e a causa di questa nuova incertezza e confusione che ha travolto il mondo della scuola, sono scoppiate numerose polemiche: dirigenti scolastici e sindacati chiedono a gran voce più chiarezza al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Nonostante sia in Puglia e sia in Basilicata i dati, secondo una stima, riferiscano che via sia una piccolissima percentuale – circa il 2,5 per centro tra docenti e personale Ata di non vaccinati -, la situazione continua a destare molta preoccupazione tra i docenti e le famiglie degli alunni. Ad affermarlo è il segretario generale Cisl scuola Bari, Domenico Maiorano: «Mancano poco più di due mesi alla fine dell’anno scolastico e questo nuovo decreto legge penso non fosse indispensabile. La scuola, fin da quando è scoppiata la pandemia, sta vivendo dei momenti di grande difficoltà. Nonostante questo, sta ricoprendo il suo ruolo educativo e d’istruzione in maniera encomiabile. Non capisco come mai il Ministro abbia deciso di creare questo nuovo disordine quando occorre solo pensare alla serenità dei ragazzi, senza togliere loro la continuità didattica».
Concorda con Maiorano anche Roberto Romito, presidente dell’associazione nazionale dei dirigenti scolastici della Puglia, il quale ha «invitato tutti i presidi, in attesa di nuove disposizioni ministeriali, a non cessare il contratto dei docenti che in questi mesi hanno sostituito i professori sospesi per non aver adempiuto all’obbligo vaccinale». Per Romito, con questo decreto legge, non solo si vanificherebbero tutti gli sforzi e i sacrifici fino a questo momento compiuti dall’istituzione scolastica in questo stato d’emergenza, ma permetterebbe a tutti i docenti “no- vax” di vivere una «situazione di privilegio» a discapito dei loro colleghi e di tutti coloro che si sono sottoposti al vaccino.

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