L’attività dei gruppi neofascisti e neonazisti in Puglia non accenna a diminuire, registrando anzi una penetrazione preoccupante fin dentro i luoghi istituzionali. È quanto emerge dal report “Essi vivono“, curato dall’Osservatorio regionale sui Neofascismi e presentato stamattina a Bari, nella sala Di Jeso della Presidenza della Regione.
I dati, che coprono l’arco temporale tra dicembre 2023 e febbraio 2026, confermano i timori già espressi nella prima ricognizione del gennaio 2024, delineando una mappatura dettagliata della presenza estremista sul territorio pugliese.
La presentazione del documento, avvenuta alla vigilia del 25 aprile, assume un valore simbolico e politico.
La presidente dell’Osservatorio, Antonella Morga, ha spiegato come il rigurgito ideologico in atto non sia un fenomeno isolato, ma si inserisca in un contesto nazionale e internazionale più ampio. «Attraverso questo strumento – ha sottolineato Morga – sollecitiamo la massima attenzione sulle modalità con cui queste associazioni permeano il tessuto democratico. È un pericolo molto più reale di quanto immaginiamo».
Sulla stessa linea il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ha richiamato le istituzioni e la società alla responsabilità storica e civile del contrasto attivo ai nazionalismi.
Citando l’articolo 3 della Costituzione come «manifesto antifascista per eccellenza», il governatore ha ribadito la necessità di tradurre i valori della Liberazione in azioni amministrative concrete. «Restare inermi davanti agli estremisti che prendono piede in tutta Europa non è una scelta possibile – ha affermato -. Conosciamo la storia e i contesti socio-economici in cui il fascismo si insinua: oggi non abbiamo l’alibi dell’ignoranza. Celebrare la Liberazione significa conquistarsi ogni giorno il diritto di essere cittadini liberi in uno Stato di cittadini liberi, combattendo per i diritti a tutte le latitudini, a cominciare da casa nostra».
