Dopo la sanità e il primo provvedimento sulle liste d’attesa, Antonio Decaro ha partecipato, nella sua prima uscita pubblica da presidente della Regione Puglia, al tavolo di crisi Natuzzi convocato dalla task force regionale Occupazione per chiedere all’azienda la modifica del piano industriale presentato lo scorso dicembre a Roma.
Oltre a Decaro, all’incontro hanno partecipato il presidente della task force Leo Caroli, il sindaco di Santeramo in Colle Vincenzo Casone, il consigliere del ministero delle Imprese e del Made in Italy per le politiche e gli interventi in materia di riconversione industriale Giampietro Castano, il patron dell’azienda Pasquale Natuzzi, il direttore Enzo De Fusco e il responsabile delle risorse umane.
L’incontro è stato convocato, su richiesta sindacale, dopo l’annuncio dell’azienda, lo scorso dicembre al Mimit, di 500 esuberi e dello stop produttivo ad Altamura e Santeramo in Colle.
All’esito del tavolo, la Natuzzi si è impegnata a rivedere il progetto e a valutare anche l’ipotesi di riprendere gli investimenti industriali per rendere le attività produttive sostenibili, avvalendosi del sostegno di misure per politiche attive del lavoro e di politiche di sostegno allo sviluppo.
Ribadendo che sanità e lavoro saranno due priorità del suo mandato da presidente, Decaro ha sottolineato che «la vertenza Natuzzi non è solo una crisi industriale, ma anche un pezzo di storia del nostro territorio e di una comunità che insieme all’azienda è stata protagonista di un percorso di emancipazione e di crescita. La Natuzzi – ha evidenziato il governatore pugliese – racconta una storia collettiva, scritta da donne e da uomini che insieme ad un imprenditore e alle sue straordinarie capacità, sono stati capaci di costruire un modello di Sud di successo e una realtà produttiva capace non solo di internazionalizzarsi, ma di portare il nome della Puglia nel mondo quando questa regione era ancora poco conosciuta».
La Regione, ha poi assicurato Decaro, «farà la sua parte, attraverso la task force e gli uffici regionali, collaborando con le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali, per provare ancora una volta a tenere insieme responsabilità, lavoro e futuro. L’auspicio – ha concluso – è che da questo tavolo possa emergere una soluzione definitiva capace di tenere insieme le esigenze dell’azienda, quelle dei lavoratori e quelle dell’intera comunità».
Caroli ha sottolineato che Natuzzi, «oltre a manifestare il massimo rispetto delle posizioni assunte quest’oggi da Regione e da tutte le parti, ha ribadito la disponibilità a riprendere un confronto di merito con le organizzazioni sindacali, prendendo in considerazione la possibilità di evitare la chiusura dei due stabilimenti, riaffermando, inoltre, l’obiettivo degli esuberi zero, che rappresenta un punto fondamentale di rassicurazione per i lavoratori e per il territorio, e considerando le uscite dei lavoratori solo se volontarie. Dalle dichiarazioni dell’azienda – ha aggiunto – è emersa inoltre l’apertura a costruire un progetto di rilancio sostenibile con una chiara anima industriale, basato su investimenti che l’impresa si è detta disponibile a valutare nell’ambito di un percorso condiviso».
I sindacati FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil hanno giudicato «positiva l’apertura al dialogo» da parte dell’azienda, «ma aspettiamo risposte celeri: ci sono migliaia di lavoratori giustamente in apprensione ai quali bisogna dare certezze».
I rappresentanti dei lavoratori hanno spiegato che resteranno «in attesa di conoscere le proposte per saturare la capacità produttiva degli stabilimenti italiani, incentivare il reshoring e quindi non procedere alla chiusura degli stabilimenti italiani, come era stato annunciato dai vertici dell’azienda». Per i sindacati «rimane fondamentale avviare un piano di incentivazione all’esodo volontario per le lavoratrici e i lavoratori prossimi alla pensione e ovviamente fare marcia indietro sulla volontà di esubero di addetti, come abbiamo richiesto e come è stato successivamente confermato dalla Natuzzi».
Dopo i tavoli tecnici, si terrà un ultimo incontro in Regione, prima del confronto al Mimit del 4 febbraio 2026, come dichiarato da Giampietro Castano.
