Una sanità «più vicina ai cittadini, efficiente e sostenibile». È questo l’obiettivo, spiega il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, del nuovo assetto dell’assistenza territoriale e domiciliare deliberato dalla sua Giunta con l’approvazione della proposta di accordo integrativo regionale della Medicina generale.
«Puntiamo su un cambio di passo per la sanità pugliese», aggiunge Emiliano, così da poter rispondere «alle esigenze di una popolazione in evoluzione».
L’accordo entrerà in vigore dal primo giugno, dopo un percorso di negoziazione con le organizzazioni sindacali che si concluderà il 15 maggio e che definirà le regole.
«Con questa delibera – spiega l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese – la Regione avvia concretamente il superamento della storica distinzione tra medico di base e continuità assistenziale, introducendo il ruolo unico di assistenza primaria. Si tratta di un’evoluzione significativa, che non solo migliora la presa in carico dei pazienti, ma garantisce una maggiore efficienza nella gestione delle risorse e dei servizi sanitari sul territorio».
Piemontese sottolinea che il nuovo modello prevede che «i medici di assistenza primaria non si limitino più a seguire esclusivamente i propri assistiti, ma assumano un impegno orario, con relativa giusta remunerazione, strutturato a beneficio dell’intera comunità. Attività da svolgere nei presidi territoriali assistenziali, i Pta, o nelle sedi delle Aggregazioni funzionali territoriali, fino alla completa operatività delle Case di comunità».
Il finanziamento complessivo è di oltre 83 milioni di euro. In particolare 12 milioni serviranno a potenziare l’assistenza domiciliare con il coinvolgimento attivo delle Case di comunità e dei Pta. Sarà, infine, avviato un piano di assunzione di personale infermieristico a supporto dei medici di medicina generale.