Non più “dormitori” o zone d’ombra, ma priorità dell’agenda politica e istituzionale. Sono diciotto i quartieri periferici pugliesi, distribuiti in dieci città, finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’Osservatorio regionale sulle periferie. La “lista delle criticità” è stata stilata oggi durante una riunione strategica in Prefettura a Bari, alla presenza di tutti i prefetti della regione e dell’assessore all’Urbanistica Marina Leuzzi.
L’obiettivo è chiaro: “alleviare le condizioni di disagio” attraverso un piano d’azione che unisca la rigenerazione fisica (strade, case popolari, infrastrutture) a quella sociale (scuola, lavoro, legalità).
La mappa del disagio
Le aree individuate come “meritevoli di particolare attenzione” coprono l’intera regione. Ecco la geografia degli interventi previsti:
- Bari: Quartiere San Pio.
- Taranto: Quartieri Tamburi e Paolo VI.
- Foggia: C.E.P. e Candelaro.
- Cerignola: San Samuele, Torricelli e Santa Barbara.
- San Severo: San Bernardino, Luisa Fantasia e lotto 600.
- Andria: San Valentino.
- Trinitapoli: Unrra Casas.
- Brindisi: Paradiso, Sant’Elia e Perrino.
- Francavilla Fontana: Periferia cittadina.
- Lecce: Quartiere 167.
La strategia
L’attività dell’Osservatorio, che farà da ponte con quello Nazionale istituito dal Viminale, si articolerà in tre fasi: analisi dei dati sul disagio economico-sociale, progettazione degli interventi e realizzazione pratica. Non basterà rifare le facciate: «Una linea di intervento punterà alla rigenerazione fisica – spiega la Prefettura – ma l’altra dovrà puntare alla rigenerazione sociale e culturale». Fondamentale sarà il contrasto alla dispersione scolastica e la creazione di opportunità lavorative per sottrarre manovalanza alla criminalità. «Il grande sforzo richiesto – ha commentato il prefetto di Bari, Francesco Russo – è fare squadra tra le istituzioni per migliorare la vita in luoghi periferici ma non meno importanti delle nostre città».